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Comuni contro la manovra, Anci: “In Liguria straordinaria mobilitazione”

Liguria. C’è grande soddisfazione in Anci Liguria per i risultati di partecipazione da parte dei Comuni liguri alle iniziative messe in campo a partire dalla approvazione in Consiglio dei Ministri della prima versione della manovra economica. 206 Comuni su 235 in totale hanno infatti partecipato ad almeno uno degli appuntamenti organizzati a partire dal 24 agosto. Nel savonese 59 Comuni su 69.

Per Marta Vincenzi, presidente di Anci Liguria e sindaco di Genova “questi numeri ci danno grande soddisfazione e testimoniano come i sindaci della Liguria – indipendentemente dalla loro appartenenza partitica, dal numero di abitanti e dalla lontananza dai ‘centri politici’ della regione, abbiano voluto esserci per testimoniare insieme ai propri colleghi la loro contrarietà alla manovra. E’ un segno di unità che rafforza Anci Liguria e le sue posizioni”.

Numeri che sono ancora più significati se si tiene conto, come ricorda Vincenzi, che “molti di questi sindaci provengono dall’entroterra, lavorano e amministrano contemporaneamente, ma hanno comunque trovato il tempo per ritrovarsi a Genova, a Milano, a La Spezia o a Imperia, partecipando in modo attivo, mettendo davanti ad ogni altra considerazione la gravità di questo momento e il benessere e il futuro dei cittadini e delle comunità che sono chiamati a rappresentare”.

Un successo che coinvolge tutte le province della Regione, come sottolinea il segretario di Anci Liguria Pierluigi Vinai: “Abbiamo chiesto ai sindaci liguri uno sforzo enorme, domandando loro, spesso con pochissime ore di anticipo, di partecipare a sei appuntamenti in meno di un mese organizzati su il territorio regionale e non solo. Ed è confortante vedere come da Ortonovo a Ventimiglia si siano resi disponibili senza riserve e con pochissime eccezioni”.

Appuntamenti che, sottolinea Anci Liguria, non hanno comportato alcun disagio per i cittadini, già pesantemente colpiti da alcuni dei provvedimenti contenuti nella manovra, che non sono nati per esprimere una protesta sterile ma, al contrario, per renderli partecipi e consapevoli dell’irragionevolezza di alcuni provvedimenti contenuti nel testo votato dal Parlamento e della loro insostenibilità da parte degli enti locali.

“Una ulteriore dimostrazione del fatto che i sindaci liguri non fanno parte di nessuna casta ma lavorano ogni giorno al servizio dei cittadini” conclude Vincenzi.