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Censimento al via, costa 590 milioni: nessun accenno alle coppie gay

Genova. Costerà complessivamente 590 milioni di euro il 15.mo censimento della popolazione e delle abitazioni, almeno stando alle previsioni dell’Istat.

“Forse potremmo chiamarlo ‘Censimento 2.0″spiega il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini. La principale novità di questa rilevazione, rispetto a quelle precedenti, è appunto la compilazione online.

Per la prima volta, infatti, i questionari – che prima venivano recapitati casa per casa dai rilevatori – saranno spediti per posta, e le famiglie potranno compilarli via Internet, collegandosi al sito censimentopopolazione.istat.it e inserendo la propria password di accesso stampata sul questionario.

Se invece si preferisce il cartaceo, si potrà riempire il questionario a mano e spedirlo oppure portarlo agli uffici postali o ai centri di raccolta allestiti dai Comuni. Rispetto al Censimento 2001, sono state poi inserite alcune domande nuove che riguardano l’ambiente (il tipo di combustibile o di energia usata per riscaldare l’abitazione o l’eventuale presenza di impianti a energia rinnovabile).

Ci saranno anche domande sulla disponibilità di cellulari e connessione a Internet e sulle difficoltà incontrate, per problemi di salute, dai membri della famiglia nello svolgere attività della vita quotidiana.

Nel questionario “non c’é alcuna valutazione delle scelte sessuali né delle coppie omosessuali” ha precisato il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini. “Nel precedente censimento, quello del 2001 c’era stata confusione tra chi aveva dichiarato una convivenza anagrafica e chi si era classificato in modo non chiaro. Ora invece c’é una chiara indicazione su come compilare il questionario”.

In effetti, nel questionario che da ieri viene spedito nelle case degli italiani, al capitolo “Notizie anagrafiche”, nella parte che riguarda “Relazione di parentela o di convivenza con l’intestatario del Foglio di famiglia” c’é una risposta che potrebbe permettere di “fotografare” le convivenze tra persone dello stesso sesso. Si tratta di quella che recita: “convivente in coppia con l’intestatario”, da non confondersi con altre situazioni di “coabitazione senza legami di coppia, parentela o affinità” previste in un’altra risposta.

Volendo, quindi, il censimento può tentare di fare il punto sulle coppie formate da persone dello stesso sesso che vivono insieme, come da tempo chiedono le associazioni degli omosessuali e come lo stesso Istat aveva loro promesso nei mesi scorsi. Ma Giovannini non si è sbilanciato: “le regole internazionali impongono questo tipo di rilevazione solo dove le norme nazionali prevedono questo tipo di unione”. E in Italia, appunto, le coppie omosessuali non sono riconosciute dalla legge né esistono registri delle coppie omosessuali. “Faremo le nostre analisi su tutti i quesiti” ha promesso comunque il presidente dell’Istat.

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