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Politica

Caccia, domani al via la stagione venatoria

Genova. Domani mattina un’ora prima dell’alba si apre anche a Genova la stagione venatoria 2011-2012, un evento accompagnato, come ogni anno, da uno sciame di polemiche. Se i cacciatori difendono le proprie ragioni, gli ambientalisti denunciano la violazione delle regole e si preparano a scendere in piazza.

“Le Regioni continuano a chiamarsi fuori dalle regole per soddisfare le richieste dell’estremismo venatorio”, denuncia il Wwf. Condanne, sostiene l’associazione, a cui potrebbero aggiungersene altre, viste le “gravi infrazioni della direttiva comunitaria commesse in molte Regioni”. “Per gli animali la caccia è una guerra impari”, sottolinea la Lega Antivivisezione, che annuncia la partecipazione, domenica 25 settembre, alla Marcia della pace Perugia-Assisi anche per “protestare contro il decreto Prestigiacomo che offre ‘sconti’ ai bracconieri”.

“Il mondo della caccia rappresenta complessivamente un indotto economico di 1,39 miliardi di euro, non poco per un Paese come il nostro che sta cercando faticosamente di uscire da una grave crisi finanziaria internazionale”, dice Gianluca Bardelli, membro del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale del ministero delle Politiche agricole. L’Italia, spiega, rappresenta il primo produttore europeo di armi sportivo-venatorie coprendo il 60% dell’intera offerta comunitaria. Il comparto produttivo sfiora i 6.500 addetti diretti, mentre l’indotto arriva a un dato complessivo di circa 45 mila unità. La caccia, quindi, “può e deve costituire un importante volano per l’occupazione”, sostiene il membro del Comitato. “La particolare congiuntura economica pone il problema di riorganizzare anche la pratica venatoria rendendola più idonea alle mutate condizioni dell’ambiente e della società. Questo deve far riflettere politici, istituzioni e società civile prima di ipotizzare scenari di chiusura o di compressione dell’attività venatoria”.

Tuttavia, prosegue, “non si può neanche pensare di agitare questa carta per pericolose fughe in avanti. Poiché la caccia rientra, al pari di altre, tra le attività di pianificazione e gestione del territorio, deve essere regolata da rigidi principi scientifici e in modo trasparente. Tutto ciò richiede un impegno più responsabile per i cacciatori e per le associazioni che li rappresentano”. “In tale senso – conclude Bardelli – va interpretata anche la bozza di regolamento sulle linee guida cui le Regioni dovranno conformarsi nell’esercizio delle deroghe all’attività venatoria previste dalla direttiva comunitaria ‘uccelli’, bozza che è stata da pochissimo licenziata dai competenti uffici dei ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole”.

Intanto i Verdi e gli animalisti chiedono il fermo venatorio perchè dicono: “Nei boschi ci sono sempre meno animali”. Dall’assessore alla caccia della provincia di genova Piero Fossati arriva un’appello per la sicurezza: “La caccia è una passione per chi la pratica per questo il primo impegno di tutti è quello di evitare i problemi”.

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