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“Benedetta cultura!”, a Genova si parla di futuro

Genova. Tutto pronto a Genova per “Benedetta Cultura! Il Sapere di un Paese per il bene Comune”, un dibattito a più voci per fare il punto sullo stato di un settore strategico per il nostro futuro.

“La cultura, antica ricchezza d’Italia, da sempre ci identifica nel resto del mondo”, spiegano gli organizzatori. “È tradizione e, nello stesso tempo, possibile spazio di innovazione, è il paesaggio di monumenti e di luoghi d’incanto, è il sapere – i saperi – delle nostre università e delle diverse competenze. Se la trascuriamo, se la perdiamo, saremo condannati a un triste declino, come individui e come paese”.

Nel corso dell’appuntamento – a cura di Anna Longo – Piero Dorfles, Luca Formenton, Salvatore Settis, Nicla Vassallo e la stessa Anna Longo si interrogano sul ruolo della conoscenza come valore e come risorsa cruciale per la crescita di una comunità.

“Sarà anche una riflessione sul nostro rapporto con la cultura, in un quadro nazionale e internazionale dove la crisi riduce drasticamente in alcuni paesi – ma non in altri – le risorse destinate al settore. Perché accade questo? Come mai proprio in Italia non ci si rende conto che la conoscenza è la condizione principale della competitività? Quanto rende investire in istruzione, cultura e ricerca e quanto rischiamo riducendo i finanziamenti? La deriva di indifferenza, accentuatasi negli ultimi anni, è destinata a perdurare? Oppure ci sono segnali di cambiamento?”.

“La discussione intende proporre un’idea di cultura come qualcosa in cui credere, e da cui ripartire per contrastare l’involuzione, l'”elogio dell’ignoranza e dell’arroganza” che ha accompagnato il declino civile ed economico degli ultimi anni. Per concretizzare l’istanza del “pieno sviluppo della persona umana” annunciato nell’articolo 3 e quel “sostegno alla cultura ” fondato sull’art.9 della nostra Costituzione, per costruire la consapevolezza necessaria alla democrazia”.

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