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Cronaca

Asili, Veardo: “Mancano 70 insegnanti, abbiamo i soldi ma non possiamo assumere”

Genova. “Il Comune ha spazi, competenze e soldi per rispondere alle esigenze delle famiglie in un momento di particolare difficoltà come questo, ma a causa di una scelta assurda del Governo, di fatto, non può farlo”. A lanciare il duro j’accuse è l’assessore comunale alla Scuola, Paolo Veardo che oggi ha illustrato i servizi per l’anno scolastico 2011-2012, rimarcando l’empasse in cui si trova Tursi con l’apertura dei servizi scolastici alle porte.

“Siamo cresciuti di quasi 600 posti negli ultimi tre anni, operando un grande sforzo per mantenere la qualità del servizio e nello stesso tempo per aumentare i posti disponibili. Un sacrificio per i lavoratori – ha sottolineato l’assessore – che hanno dovuto sobbarcarsi un carico di lavoro ulteriore, ma, negli ultimi due anni e mezzo, 180 persone sono state stabilizzate e assunte. Paradossalmente questo ci viene segnato come dato negativo nella valutazione del governo sulla qualità dell’impegno del bilancio di un Comune come il nostro”.

Ai Comuni con un costo del personale relativamente alto, non viene concesso di assumere le persone. “Ci troviamo a inizio anno, con una carenza di circa 70 insegnanti e assistenti di asilo nido, a bilancio i soldi per assumere ci sarebbero, ma invece dobbiamo per forza stare fermi”. Da qui la partenza “rallentata” delle strutture: oggi porte aperte per a tutti i bambini già iscritti per nido e materne, dalla settimana prossima avrebbero dovuto iniziare altri inserimenti “ma silitterando a partire da lunedì 19 settembre – aggiunge Veardo – stiamo lavorando con i sindacati per trovare una soluzione tecnica che permetta di organizzare il servizio senza perdere qualità, ma è sempre più difficile rispondere alle esigenze delle famiglie in un momento di difficoltà come questo”.

Dando un’occhiata ai numeri, Genova, secondo le stime fornite da Veardo, conferma il trend dello scorso anno, richiesto dall’Europa: un’offerta nido pari al 33% del rapporto bambini che vivono a Genova e posti dipsponibili, quel terzo che l’Europa ci chiede. E questo sforzo però è di fatto inficiato, non per motivi economici ma per una regola assurda”.

Quanto all’apporto dei privati: “Ci sono realtà private che danno una mano ma in questo momento di crisi economica fanno molta fatica perchè le famiglie non riescono a pagare le rette, a maggior ragione – ha conlcuso l’assessore – c’era bisogno di un’offerta pubblica, di qualità e a prezzi contenuti o proporzionali alla propria capacità di reddito”.