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A Genova tornano i Black block, ma solo sul grande schermo

Genova. Arriva a Genova “Black Bloc”: il documentario del regista genovese Carlo Augusto Bachschmidt, dopo la sua presentazione ufficiale a Venezia, durante la Mostra del Cinema, sbarca a Genova (anteprima giovedì 22 settembre alle ore 21.00, Lab. Buridda via Bertani 1).

Un’opera importante e dolorosa, che intende restituire una testimonianza di chi ha vissuto in prima persona le violenze del blitz alla scuola Diaz e le torture alla Caserma di Bolzaneto nel 2001.

La storia racconta i giorni del G8 genovese attraverso gli occhi di diversi ragazzi: Lena e Niels (Amburgo), Chabi (Zaragoza), Mina (Parigi), Dan (Londra), Michael (Nizza) e Muli (Berlino).

“Nel 2001 a Genova la politica ha di fatto delegato alle Forze dell’Ordine il compito di fermare un movimento sociale che stava esplodendo in tutto il mondo”, spiega il regista Bachschmidt. “Black Block nasce dall’intenzione di raccontare come la repressione abbia controllato le vite, i desideri e le passioni di coloro che hanno vissuto in prima persona la storia di questi ultimi dieci anni, dalla nascita del movimento (Seattle) alla sua massima partecipazione (Genova)”.

“Ho voluto ripercorrere la vita del movimento attraverso 7 interviste ad alcune parti lese costituitesi al processo – continua il regista – che hanno vissuto l’episodio più violento mai attuato dalla polizia italiana, il blitz al complesso scolastico Diaz”.

Nel racconto corale dei protagonisti emerge la storia di Muli. Muli ripercorre i motivi per i quali ha deciso di impegnarsi nella politica, fino alla sua partecipazione alle giornate di Genova 2001, le violenze subite e la scelta di ritornare a Genova per testimoniare ai processi. È tornato affrontando il trauma subìto per trasformarlo in un’occasione con la quale trovare un riscatto morale.

Attraverso la sua esperienza matura un nuovo percorso politico, riacquista la voglia di confrontarsi e lo stare insieme, e soprattutto riscopre un’altra Genova. “Dentro quella scuola non ce l’hanno fatta“. La sua vita è cambiata, ma i suoi ideali sono rimasti gli stessi di allora.

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