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“U pan du ma”: la pesca delle acciughe e i mestieri del mare approdano al Galata

Genova. Le acciughe approdano al Galata. L’evento conclusivo del progetto promosso dall’Associazione Storie di Barche di Pieve Ligure in collaborazione con il Galata Museo del Mare, il Parco dell’Aveto, la Sovrintendenza ai Beni Storici, Artistici e Etnoatropologici della Liguria e il Club Amici Vela e Motore Recco, si svolgerà il 23 – 24 – 25 settembre prossimi, nell’area antistante il Galata.

Per tre giorni, corde e barili, remi e arbanelle, reti, barche, vele, ceste, sale saranno protagonisti. Tre giornate dedicate ai mestieri legati alla pesca, al trasporto e alla conservazione delle acciughe, attraverso l’esposizione dei manufatti e dimostrazioni di come venivano realizzati: come si calafatava una barca o si costruiva un remo da quarte di tronco di faggio; come si arma e prepara una rete, come si presentano le fibre vegetali da cui nasceva una corda, e tanti altri mestieri.

Ma non solo, perché a dominare su tutto sarà la grande luna creata dal disegnatore Enzo Marciante: la luna sul mare, a custodire l’apparente semplicità e ripetitività di gesti e saperi rimasti identici nei secoli, e lo sbarco sulla luna, l’arrivo del
progresso e la velocità.

Le voci degli anziani artigiani, depositari di queste arti/mestieri ci ricorderanno che si tratta di una dimensione storica ancora molto vicina e viva, sebbene così stravolta dai profondi cambiamenti sociali e ambientali degli ultimi cinquant’anni.
Professionalità praticamente scomparse, che abbiamo cancellato dalla nostra vita come se non vi avessero fatto mai parte. Eppure il regno degli oggetti è ancora attorno a noi, e vince quasi sempre nel confronto: un muro a secco contro un muro di cemento, una barca di legno contro una barca di plastica. Potremmo elencare un numero infinito di oggetti che portano dentro di sé quell’impronta nobile che si chiama manufatto, ovvero fatto dalla mano dell’uomo. Non solo, perciò la
dimostrazione di una realtà antica e nostalgicamente piacevole da recuperare, ma oggetti e gesti con un proprio valore, seppure, per ora, non economico.

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