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Cronaca

Una chiavetta nel muro e la città si fa social network, ecco il Dead drops

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Condividere informazioni, musica, poesie, video, foto, libri, appunti o messaggi lasciando chiavette usb in giro per la città. E’ il Dead drops, il nuovo modo di fare rete uscendo dal web. Il peer to peer cittadino – nato nel 2010 dall’estro dell’artista tedesco Aram Bartholl che a New York presentò il progetto-istallazione con l’intento di riportare il digitale nella vita reale – sta prendendo piede anche in diverse città italiane.

Da Roma a Bologna, da Milano a Como passando per Torino, basta guardarsi bene intorno per scovare chiavette usb cementate nelle intercapedini dei muri, nelle cabine telefoniche o nei buchi fatti dalla pioggia su una panchina di marmo. Condividere il materiale è semplicissimo: basta collegare alle chiavette ‘abbandonate’ il proprio portatile, tablet o smartphone dotato di ingresso usb e prelevare o lasciare ciò che si vuole.

Tutti possono creare nuovi punti di ‘scambio’ murando una chiavetta non più utilizzata nel proprio quartiere o luogo preferito. E su Internet è disponibile, per gli interessati, il ‘manifesto’ del Dead drops con consigli operativi su come posizionare le pen drive e a quali regole attenersi.

Visto infatti che fondamento del file sharing cittadino è l’essere aperto a tutti senza alcun limite, si raccomanda di non condividere pornografia né diffondere virus. Problema, quello dei virus, che comunque ‘sottolinea il sito italiano cui fanno capo i disseminatori di chiavette facilmente aggirabile facendo un check con il proprio anti virus prima dell’apertura dei contenuti.

Sullo stesso sito, così come sul gruppo Facebook dedicato al Dead drops, è possibile poi, per chi volesse andare a colpo sicuro, trovare la mappa, città per città, delle pen drive già istallate nei muri con tanto di fotografie dei siti e l’invito, ai nuovi adepti, di fare altrettanto per poter allargare sempre di più questa rete tutta ‘reale’ di scambio di informazioni.

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