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Cronaca

Tentato stupro Entella, Piredda (Idv): “Maroni si faccia garante dei profughi che arrivano in Italia”

piredda

Regione. “La responsabilità maggiore di un episodio di tale efferatezza è da attribuire al ministro Maroni”
. A puntare il dito contro il titolare del dicastero del Viminale è Maruska Piredda, consigliere regionale dell’IdV e presidente della commissione Pari oppurtunità, intervenendo sull’episodio del duplice tentato stupro da parte del ghanese alloggiato nel centro di accoglienza della Croce Rossa di Chiavari.

“In base agli accordi presi dal Viminale con il governo tunisino e ratificati nel decreto dello scorso 7 aprile – spiega Piredda – l’Italia si è impegnata ad accogliere 25 mila profughi che, oltre a dover rispondere al requisito di rifugiati, non possono avere reati alle spalle. Mi domando, però: chi fa i controlli sul passato di questi migranti? Chi garantisce sulla loro integrità morale e sulla loro fedina penale? Solo il ministro Maroni può e deve dare risposte in tal senso e chiedere al governo tunisino un maggiore controllo sui flussi in uscita dal paese”.

Sulla proposta lanciata da Gianni Plinio, responsabile per la sicurezza del Pdl Liguria, di aprire un Cie, Piredda è chiara: “Plinio forse ha fatto un po’ di confusione: i centri di identificazione ed espulsione servono per gli immigrati clandestini e non per i profughi che oggi arrivano in Italia con l’autorizzazione del ministero degli Interni ad avere un permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi che consente loro la libera circolazione nell’Unione europea”. Infine, Maruska Piredda esprime solidarietà e vicinanza alle due donne aggredite: “Come donna e madre, davanti a episodi di questo tipo di violenza, avverto la necessità di una maggiore sicurezza nelle nostre città che di certo non si può ottenere tagliando le risorse a disposizione delle forze dell’ordine o attraverso proposte politiche a spot elettorale, ma intraprendendo una pianificazione seria degli interventi, con dure condanne a chi si macchia di reati e promuovendo forme di autentica integrazione sociale”.