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Cronaca

Taglio enti, Vinai (Anci): “A Milano movimento di gente, non di casta”

Genova. 170 amministratori, da Ventimiglia a Ortonovo, in rappresentanza di circa la metà dei comuni della Liguria, 112 per l’esattezza. Numeri impressionanti anche perchè “non è nella tradizione dei liguri muoversi in maniera così massiccia”, spiega Pierluigi Vinai, segretario Anci Liguria.

“E’ una risposto molto forte”, ammette Vinai, un vero e proprio “pellegrinaggio laico”, nel giorno della Madonna della Guardia, visto “che andiamo a tutelare gli interessi dei liguri in una grande manifestazione e con una grande partecipazione”.

Ma non si tratta di difendere gli interessi della casta: “La nostra è una manifestazione di popolo, siamo tanti sindaci che rappresentano la gente. Tra l’altro i sindaci sono gli unici che prendono voti, dobbiamo ricordarlo: leggere che il governo dovrà aumentare l’Iva per difendere i comuni è una cosa che fa ribollire il sangue”.

Ma la situazione potrebbe non essere così nera come previsto inizialmente. “Spero che abbiamo iniziato a capire che non sono i comuni il problema economico del Paese. I comuni in questi anni hanno già resettato i costi al minimo. I Comuni devono dare dei servizi ai cittadini: quando i cittadini hanno dei problemi si rivolgono ai sindaci, non ai parlamentari e sicuramente non ai consiglieri regionali. Sono i sindaci, soprattutto dei piccoli comuni, che intervengono quando ci sono problemi di ordine idrogeologico, come frane, smottamenti, incendi”.

Il risparmio che si avrebbe con il taglio dei piccoli comuni sarebbe comune irrisorio: “Si parla di cinque milioni di euro, una cifra che non risolve nessun problema – sottolinea Vinai. “In una regione come la nostra poi, sono proprio i sindaci il vero presidio del territorio: la risposta oggi è così massiccia proprio perchè si tenta di tutelare la comunità. Il nostro è un movimento di gente non di casta. La casta non si raduna all’alba per una manifestazione, ma opera nell’occulto e nelle stanze segrete”