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Economia

Stelle alle spiagge come per gli alberghi, proposta a Bruxelles dell’eurodeputata Comi

spiaggia - stabilimenti balneari

“Tutelare i balneari, le 7000 imprese, i 30 mila lavoratori, significa difendere il made in Italy che è la chiave della nostra fonte di ricchezza. Da incontri avuti con Alfredo Prete di Unioncamere Puglia e con Antonio Capacchione presidente del Sib Puglia ho avuto valutazioni e giudizi positivi sull’eventuale adozione di una classificazione delle spiagge sul modello delle stelle degli alberghi, ma con valenza europea”.

Lo afferma il vice coordinatore lombardo del Pdl ed europarlamentare Lara Comi. Da questo punto di vista, rileva, “mi sono impegnata a una sua introduzione, naturalmente dopo avere sentito le associazioni di categoria, quando a Bruxelles, presumibilmente a settembre, discuteremo il ‘pacchetto standardizzazione’, di cui sarò relatrice”.

Come turista e in virtù della carica di vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori presso la Ue, spiega Comi, “da metà luglio ho cominciato un periodico e sistematico tour per diverse spiagge italiane, dalla Liguria alla Puglia, dall’Emilia Romagna alla Sardegna, in modo da rendermi conto della situazione degli stabilimenti balneari. Per la stragrande maggioranza ho avuto un riscontro positivo. Perché ai servizi eccellenti si unisce il rispetto dell’armonizzazione con il paesaggio e il corretto impatto eco-ambientale”.

Una minoranza, invece, sottolinea, “perpetua comportamenti negativi: scarsità di investimenti e migliorie a fronte di un aumento indiscriminato dei prezzi. E alla fine lo scotto lo paga il consumatore. Di qui le denunce del caro spiagge come ha anche evidenziato una recente inchiesta del magazine Gente che ha certificato prezzi triplicati in dieci anni”.

Per i balneari, fa notare Comi, “è un momento delicato visto che dal 2015 gli attuali concessionari demaniali dovranno partecipare al bando a evidenza europea. Un obbligo anche per l’Italia dopo che il 12 dicembre 2006 è entrata in vigore la direttiva Bolkestein recepita dal Governo nel 2010. La Ue ci impone le liberalizzazioni in tutta una vasta gamma di servizi per dare impulso all’economia e aprire il mercato, pena procedimenti di infrazione contro il nostro Paese”.

Nel rispetto delle regole europee, aggiunge, “difenderò le imprese italiane. Ecco perché sulle problematiche nel recepimento della direttiva servizi, insieme ad altri parlamentari di tutti gli schieramenti politici, ho costituito un gruppo di lavoro denominato ‘Working group on the beach’, che intende seguire il delicato passaggio della creazione dei bandi che sarà di competenza regionale”.