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Cronaca

Spedizionieri genovesi: crollati del 75% i traffici con la Libia, ma i volumi riprendono quota grazie all’Estremo Oriente

Genova. La crisi geopolitica dei Paesi nordafricani ha inferto una batosta agli spedizionieri genovesi che però, grazie alla storica capacità di diversificare le attività e adattarsi al complesso universo dell’import-export, sono riusciti a contrastare l’emergenza proseguendo l’obiettivo, già intrapreso da tempo, di risalire la china: rispetto all’anno scorso, le aziende del settore hanno registrato un incremento medio del 5% del fatturato nel primo trimestre del 2011. Il dato proviene dall’osservatorio di Spediporto, l’associazione che riunisce il variegato complesso degli spedizionieri, corrieri e trasportatori di Genova.

“Il risultato di crescita è in continuità con il trend registrato nel corso del 2010 che si era chiuso con un incremento medio di circa il 10%” spiega Roberta Oliaro, presidente di Spediporto. Si tratta di un recupero non ancora sufficiente per compensare la caduta di fatturato segnata nel 2009, con un crollo del 25%. “Ma – sottolinea la Oliaro – con un dato previsionale per il terzo trimestre del 2011, stimato sulla base dell’andamento del mese di luglio, che annuncia un ulteriore recupero del +3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, auspichiamo di poter raggiungere entro la fine dell’anno in corso livelli di ricavi equiparabili al periodo pre-crisi”.

Le difficoltà con il Nord Africa, tuttavia, si sono fatte sentire nel modo più acuto. La metà delle case di spedizione che aderiscono a Spediporto coltiva rapporti commerciali con Paesi nordafricani e i dati che emergono parlano chiaro: il 37% degli operatori del comparto ha subito ripercussioni dalla crisi geopolitica. L’instabilità del Nord Africa ha provocato una contrazione immediata e dei volumi di traffico. Ovviamente tra i Paesi verso i quali si è registrata questa grave contrazione spicca la Libia, con diminuzione del 75% dei traffici. Seguono l’Egitto con -60%, la Tunisia con -30%, l’Algeria e il Marocco entrambi con -12%.

Nonostante la sberla dai mercati nordafricani, i risultati rimangono incoraggianti nei primi sei mesi di quest’anno: +5% la crescita media del fatturato, +3% la stima di incremento medio del fatturato previsto per il terzo trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, circa 770 mila teus (al netto dei vuoti, del trasbordo e di quelli gestiti direttamente dalle agenzie marittime) la merce complessivamente movimentata nei primi sei mesi del 2011 dalla categoria, di cui circa 362 mila teus in esportazione e circa 408 mila teus in importazione.

L’osservatorio di Spediporto inoltre evidenzia che per l’80% delle case di spedizioni genovesi l’area geografica che ha trainato i traffici nel primo semestre del 2011 è stata principalmente l’Estremo Oriente (+80%), seguito dall’Africa e dal Medio Oriente e dall’Unione Europea, Centro e Sud America e solo in modo residuale dal Nord America e dall’Oceania. Sotto l’aspetto delle categorie merceologiche, è l’agroalimentare, la tipologia che ha maggiormente contribuito alla ripresa dei traffici nel primo semestre del 2011, seguita da prodotti chimici e farmaceutici, dal tessile e dall’abbigliamento, mobili e arredo e meccanica ed impiantistica.

Sul fronte occupazionale continua però lo stato di difficoltà. “Le richieste di cassa integrazione che erano partite nei momenti più drammatici della crisi sono state rinnovate al 90% – commenta la presidente Roberta Oliaro – Le aziende nostre associate hanno ancora grossi problemi che le costringono a ricorrere alla Cig per poter mantenere e garantire il posto di lavoro ai dipendenti”.