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Cronaca

Saadi Gheddafi, meteora della Samp: in ceppi catturato dai ribelli

saadi gheddafi

Nello stuolo dei figli di Muammar Gheddafi, Saadi è oggi uno dei personaggi in vista della crisi libica, che vede in queste ore concretizzarsi la transizione. E la militanza calcistica nella Sampdoria, come in Perugia e Udinese, appare una riminiscenza sbiadita.

Per la verità il gaudente figlio del rais come sportivo non ha mai brillato ed ha lasciato tracce più per le questioni connesse alla sua ascendenza che alla pratica sul campo. La permanenza nella serie A italiana lo ha visto defilato e in panchina e, nonostante questo, è riuscito a farsi trovare positivo all’antidoping.

Walter Novellino, il tecnico che lo allenava durante il suo passaggio genovese, lo ricorda come un “bravo ragazzo, rispettoso di orari e disciplina, scherzoso e anche umile”. Mister Novellino, oggi al Livorno, rievoca le capacità atletiche di Saadi con considerazioni poco lusinghiere: “Aveva un bel sinistro, però aveva delle forti carenze fisiche: 90 minuti non li teneva, ma neanche 40. Diciamo che avrebbe potuto giocare in una buona Serie C2” afferma in un’intervista al Corriere Canadese.

Saadi, al ritorno in patria, ha guidato la Federcalcio libica e ha investito un centinaio di milioni di dollari in una società di Hollywood che avrebbe dovuto produrre film. Mandato a Bengasi all’inizio della rivolta, si è salvato a stento e solo con l’aiuto delle forze speciali dalla popolazione che voleva farlo a pezzi. Poi, travestendosi con un burqa, avrebbe cercato di evitare nuovamente gli inseguitori ma, alla fine scoperto, è stato arrestato dai ribelli e si trova ora in carcere.

Se a Genova ricordano Saadi per la sua breve esperienza in maglia blucerchiata, in allenamenti e partitelle amichevole, nel levante è ancora noto per non aver pagato un maxi conto all’hotel Excelsior di Rapallo. Il terzogenito del colonnello libico aveva soggiornato nella struttura per più di un mese con un codazzo di personale, occupando suite e camere lussuose e concedendosi dalle prelibatezze culinarie ai fiumi di champagne. Salvo poi partire per la Costa Azzurra senza saldare il dovuto. Per questo episodio Saadi era stato condannato dal Tribunale di Chiavari al pagamento di 392 mila euro.

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