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Politica

Regione Liguria: il futuro delle comunità montane

Giovanni Barbagallo - Assessore allo sport

Regione Liguria. Se il Parlamento non ha approvato la legge che smantellava le province, è riuscito però a dare un drastico tagli alle comunità montane. In periodi di accesa antipolitica e di richiesta pressante al taglio delle spese, rimane però il problema della ricollocazione dei lavoratori di entri che vengono tagliati.

E’ il caso delle comunità montane, ed è per questo che l’assessore Barbagallo ha spiegato come sarà ripartito il cosiddetto fondo per la montagna e come saranno ricollocate le risorse, lo ha fatto in risposta a un’interrogazione del consigliere Maruska Piredda (Idv). Il fondo ammonta a circa 4,5 milioni l’anno, compresa la spesa per l’inserimento nell’organico della Regione dei dipendenti già in servizio presso le comunità montane e i consorzi dei comuni chiusi lo scorso 1 maggio.

Piredda ha chiesto inoltre con quale criterio la Giunta ripartirà i fondi per la montagna fra i Comuni montani e quelli parzialmente montani, a chi saranno concessi i beni mobili ed immobili una volta inventariati, a chi saranno demandate le attività e le passività derivanti dall’esercizio delle funzioni e dei servizi svolti, i beni e le risorse strumentali acquisiti ed i rapporti giuridici in corso.

“Le risorse del fondo per la montagna sono oggetto di accertamento di entrata da parte della Regione nei confronti dello Stato e vengono assegnate dopo il corrispondente stanziamento erariale – ha spiegato l’assessore -. I criteri di riparto per i comuni montani e parzialmente montani prevedono che una quota del 30% venga ripartita in proporzione alla superficie, un altro 10% in proporzione alla popolazione al 31 dicembre dell’anno precedente e la restante quota del 60% sulla base del rapporto fra popolazione e territorio”.

I beni e le strumentazioni impiegati nella prevenzione e il contrasto agli incendi boschivi saranno trasferiti all’ente che assume tali funzioni. Il principio generale nella successione è garantire l’equilibrio e la sostenibilità finanziaria delle liquidazioni quindi, in caso di stato passivo, si procederà all’alienazione dei beni. Lo stesso principio viene applicato anche per la successione di altre attività, garantendo sempre la continuità dei servizi sul territorio. I lavori in esecuzione saranno trasferiti ai nuovi soggetti attuatori proposti dalle comunità e confermati dalla giunta30 aprile 2011 e infine a chi saranno dati in successione i lavori in fase di esecuzione.