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Politica

Regione, commercio, approvato il testo unico

Regione. Sono state approvate questa mattina dal Consiglio Regionale le modifiche alla Legge Regionale sul Commercio del 2007.

“Siamo intervenuti – spiega Sergio Scibilia, Consigliere Regionale del Partito Democratico e Presidente della Commissione Attività Produttive – per riesaminare la disciplina vigente in materia di attività di liberalizzazione dei servizi in base alla Direttiva Europea denominata Bolkestein, oltre alla modifica degli attuali regimi di autorizzazione e dei requisiti per l’esercizio delle attività di somministrazione degli alimenti e delle bevande”.

Tra le novità introdotte ci sono l’introduzione dello Sportello Unico del Comune, le attività di commercio svolte su aree pubbliche (ambulanti) e l’introduzione del Durc (Documento per la regolarità contributiva).

Uno dei punti riguarda l’estensione della possibilità per le imprese di tenere aperti i distributori automatici fino a 24 ore, senza sottostare agli orari degli esercizi di vicinato. “Il nuovo provvedimento normativo è un importante passo avanti – spiega Giuseppe Menchelli, direttore di Confartigianato La Spezia – che consente alle nostre imprese la possibilità di dare un continuo servizio all’utenza”.

Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, ha chiesto nuove regole per gli outlet: «In Italia – spiega Pellerano – non esiste né una definizione precisa di outlet né una disciplina dedicata. È necessario che questa categoria commerciale venga regolamentata nell’interesse dei consumatori e senza danneggiare gli esercizi commerciali al dettaglio di vicinato. In mancanza di regole precise vige la totale anarchia nel comparto degli outlet, una forma di concorrenza sleale nei confronti delle attività commerciali di piccole dimensioni. Una sana competizione si fonda invece su regole chiare ed uguali per tutti,in particolare in materia di vendite promozionali e saldi».
Anche questo ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.

Resta tra i consiglieri del Carroccio Edoardo Rixi e Maurizio Torterolo, una punta di rammarico “per la mancata approvazione da parte della maggioranza di un emendamento che prevedeva, al fine dell’avvio di un’impresa commerciale, l’obbligo della conoscenza della lingua italiana per chi effettivamente esercita un’attività a contatto con il pubblico”.