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Cronaca

Porto di S. Margherita, Carannante (Pcl): “Referendum autogestito dai cittadini”

progetto porto di Santa Margherita

Santa Margherita. “Le ultime prese di posizione del Sindaco De Marchi, una per tutte quella che si rivolge a Don Gallo, necessitano di una risposta reale; dichiarazioni di dissenso, denunce, ricorsi al Tar non servono più a nulla”, esordisce Andrea Carannante, Pcl Tigullio e membro del comitato ‘Difendi Santa’. “Ad una offensiva mai vista prima deve corrispondere una risposta cittadina straordinaria”.

“Non ci concederanno il Referendum sulla questione porto? Bene il referendum lo faremo noi, attraverso i dati degli uffici elettorali saremo in grado di garantire a spese nostre la consultazione – continua – per quello che riguarda il Pcl siamo in grado di mettere a disposizione la struttura regionale, con la collaborazione del comitato e di alcuni gruppi che si sono già espressi contro la più grossa speculazione mai avvenuta a Santa Margherita”.

Tre o quattro postazioni per votare: Corte, San Siro, Centro, San Lorenzo. Queste le possibilità da valutare.

“Questa la triste realtà visto che la classe politica cittadina, non è in grado di capire e di conoscere l’umore dei sammargheritesi; quella classe politica che danneggia davvero l’immagine della cittadina, portandola verso la bancarotta, al fallimento generale. Bancarotta del Sindaco o bancarotta della città? – continua Carannante – Tutto dipenderà dal grado di partecipazione dei cittadini, poiché questa finta maggioranza, se andrà avanti con la continua arroganza, che da una parte chiede di abbassare i toni e dall’altra travolge chiunque si opponga, a breve non potrà essere arrestata con mezzi ordinari, ma solo da una straordinaria mobilitazione che blocchi Santa Margherita ligure sino al ritiro delle scelte non condivise”.

Secondo Carannante tutti i partiti politici, comitati, movimenti hanno il dovere di realizzare il più ampio fronte unico di lotta contro De Marchi e l’intero fronte imprenditoriale-affaristico, puntando apertamente alla sollevazione popolare, “l’unico evento che possa cambiare alla radice l’agenda politica della città”.