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Piatti liguri nel menù della famiglia Garibaldi, il pronipote ricorda l’”eroe agricoltore”

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Anche i piatti tipici della tradizione gastronomica ligure nel menù della famiglia Garibaldi. Le abitudini alimentari dell’eroe dei due mondi erano legate agli usi materni, come ricorda l’attuale Giuseppe Garibaldi, oggi a Loano per tratteggiare un ritratto del bisnonno ai giovani della “Dreamer School”. “Per me essere qui significa rientrare in famiglia – sottottolinea il pronipote – Abbiamo nel sangue questa terra. Ho potuto conoscere l’ultima figlia del bisnonno, Clelia, a Caprera, che cucinava a casa piatti tipici liguri. Così ho capito che in famiglia si proseguivano alcune tradizioni, perpetuando la vita familiare insieme alla realtà del focolare, anche se trasferita in Sardegna”.

“La mamma di Giuseppe, il bisnonno, cioè la mia trisava Rosa era di Loano – rammenta il pronipote – Ma tutto il ramo Garibaldi è ligure. Ogni tanto vengo in zona per sentirmi a casa. Ho notato che in Liguria, poi, è sentito in modo particolare il 150° dell’Unità d’Italia. E’ unità soprattutto dai ragazzi, con l’entusiamo, la voglia di vivere e di stare insieme. I giovani lasciano da parte una certa politica e hanno voglia di aggregarsi: questo è il messaggio giusto per questa ricorrenza storica”.

L’incontro con i ragazzi della Dreamer School è stato intenso, alla presenza del sindaco Luigi Pignocca, del suo vice Remo Zaccaria, di Giorgia Bucchioni, vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, nonché presidente del Gruppo Giovani Imprenditori della Liguria, e di Elisabetta Cappelluto, presidente del Gruppo Giovani dell’Industria della provincia di Savona.

Il pronipote raccontato “l’uomo” Giuseppe Garibaldi, più che l’eroe, sottolineandone gli aspetti di grande umanità, di coerenza, di onestà. “Ho voluto dare una testimonianza di come si può essere un grande uomo ma anche rispettose degli altri, del mondo e della natura. Giuseppe Garibaldi scelse di ritirarsi a Caprera come agricoltore e fece rinascere una grande fattoria”.

Un Garibaldi visto sotto diverse angolazioni, a cominciare da aspetti forse poco conosciuti e apparentemente accessori appunto come l’amore per la terra: spaccò granito per oltre 20 anni e si interessò e diede avvio a coltivazioni, allevamento, produzione di beni agricoli. E poi il grande amore per la cultura, lo studio, la passione per la libertà e l’equità sociale, la vastità dei suoi interessi, la capacità di appassionare gli altri, “frutto questo – ha sottolineato il pronipote ai giovani- dell’intima serenità, della passione e del senso di giustizia da cui era pervaso”.

A fine incontro il sindaco Pignocca ha donato a Giuseppe Garibaldi due pubblicazioni e di un quadro ritraente la cittadina che diede le origini a Rosa Garibaldi, la mamma dell’eroe, sotto la cui casa, infine, l’ospite e tutti i ragazzi si sono recati per un omaggio, prima della foto ricordo davanti alla sede del Comune di Loano.