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Cronaca

Operaio licenziato all’Ilva, nuovo sciopero: “Contro le ingiustizie, siamo tutti Mario”

armando palombo fiom cgil ilva

Genova. “Più che continuare a dire che non ho fatto niente e che a 45 anni mi ritrovo inaspettatamente senza lavoro, licenziato senza motivo, cosa posso fare?”. Mario Bracci è di nuovo in presidio davanti all’Ilva, attualmente la sua ex fabbrica, per un altro volantinaggio. “In attesa dell’udienza e nella speranza di vincere, continuo a manifestare appoggiato dai colleghi, dai lavoratori genovesi e da tutta la gente comune che mi è stata vicina fin da subito”.

Operaio di quinto livello, addetto al reparto tornerie cilindri, da 23 anni in fabbrica a Cornigliano, Bracci ha una moglie disoccupata e tre figli a carico, e dal primo agosto è senza stipendio, licenziato per alcuni diverbi con i colleghi. Immediata la solidarietà dei colleghi e della Rsu. Il 17 agosto sono scattate le prime ore di sciopero davanti ai cancelli dell’Ilva con volantinaggio e lo slogan “siamo tutti Mario”. Oggi un altro volantinaggio e domani, dalle 13.30, davanti alla portineria, gli operai dell’Ilva incroceranno di nuovo le braccia per altre due ore in solidarietà al collega Bracci.

“L’azienda ha adottato un provvedimento sproporzionato – spiega Armando Palombo, Rsu Fiom Ilva – un lavoratore non può essere licenziato solo per un diverbio verbale, è ingiusto e va rigettato. C’è apprensione per questa vicenda, il clima di sospetto all’interno dei reparti di lavorazione è pesante e insopportabile”. La Rsu ha quindi proclamato un pacchetto di otto ore di sciopero. “Domani ne faremo altre due con lo striscione e le magliette ‘siamo tutti Mario’, sperando che la giustizia faccia velocemente il suo corso” aggiunge il delegato Fiom.

Dall’azienda non è arrivata alcuna dichiarazione ma “almeno domani avremo il parziale servizio bus, non è molto, ma ne diamo comunque una lettura positiva” sottolinea ancora Palombo riferendosi alla “polemica nella polemica” emersa durante lo scorso sciopero in solidarietà a Bracci. “La volta scorsa avevano abolito il servizio, così i lavoratori in sciopero non potevano né entrare né uscire, con evidenti problemi di sicurezza. L’Ilva è disposta su uno spazio molto ampio il servizio bus è essenziale per noi”.