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Economia

Nuovo Galliera, Fds: “Operazione finanziariamente insostenibile”

Genova - nuovo galliera

Genova. Nell’ultima riunione di maggioranza in Regione il capo gruppo della Federazione della Sinistra, Alessandro Benzi, insieme al Consigliere Regionale Matteo Rossi (capo gruppo SEL) ed al Consigliere Valter Ferrando (responsabile Sanita’ del PD), avevano proposto di riconsiderare l’operazione del nuovo Galliera a Carignano alla luce delle difficolta’ finanziarie della sanita’ ligure, del costo esorbitante del nuovo Galliera e della necessita’ di investire invece in un nuovo ospedale di 700-800 posti nel ponente genovese (tra l’altro il finanziamento regionale per il nuovo Galliera e’ stato recentemente rimodulato attingendo alle risorse, per circa 41 milioni di euro, gia’ destinate all’ospedale della Valpolcevera, e quindi per il ponente non c’e piu’ un euro, n’è ci sara’ in futuro).

Anche Italia dei Valori, con il capogruppo Scialfa ed il presidente della Commissione Sanita’ Quaini, avevano espresso in precedenti occasioni contrarieta’ all’operazione del nuovo Galliera. Il Presidente Burlando e l’Assessore alla Salute Montaldo avevano rinviato la discussione ad una nuova maggioranza.

Oggi il consigliere Benzi ha finalmente potuto leggere il piano economico e finanziario del nuovo Galliera approvato il 6 maggio 2011 dal consiglio di amministrazione dell’E.O Ospedali Galliera e la preoccupazione e la contraieta’ sono decisamente aumentati.

Lo studio di fattibilita’ del nuovo Galliera prevedeva una spesa, nel 2008, di 160 milioni di euro, da coprirsi per un terzo con finanziamento regionale, per un terzo dalla cessione del patrmonio immobiliare e per un terzo con finanziamento a carico del Galliera (quindi € 53.333,33) ma gia’ nel 2010 la spesa complessiva e’ aumentata fino a 180 milioni con un mutuo bancario di ben 75 milioni (ed una rata annuale di 5,95 milioni); sulla base di questa nuova stima e’ stato elaborato il piano economico finanziario (nelle ipotesi di concessione di costruzione e gestione e leasing finanziario) attribuendo ben tre incarichi professionali alla societa’ Deloitte & Touche SPA per attivita’ di supporto all’analisi economico finanziaria.

“E’ sull’indebitamento bancario di ben 75 milioni di euro che emergono le prime perplessita’” – dichiara Benzi – ” intanto le normative nazionali e regionale non consentirebbero neppure ulteriore indebitamento, cosi’ come ammonisce tra l’altro la stessa societa’ Deloitte nella relazione di accompagnamento al piano economico e finanziario presentato all’E.O. galliera, ed il discorso parrebbe gia’ concluso” . Poi, leggendo le carte (supporto all’analisi economico e finanziaria per la realizzazione del nuovo ospedale Galliera – Deloitte, 6 maggio 2011) sorge spontanea una domanda che dovrebbe essere retorica, ma purtroppo non lo e’: chi paga il mutuo ? La proprieta’ dell’ ospedale, cioe’ la Curia genovese ? Si e no! A sostegno della sostenibilita’ del debito si e’ ipotizzato che sia la Regione a pagare gli interessi milionari del mutuo e l’Ente Ospedaliero solo la quota capitale; parliamo probabilmente di quasi 5 milioni di euro di interessi a carico della Regione nel primo anno di accensione del mutuo e di oltre 4 milioni di interessi ancora al 15^ anno del prestito, somme pazzesche e decisamente insostenibili per le esangui casse regionali”.

“Sostanzialmente il piano si fonda sulla capacita’ della Regione di coprire le esigenze economico finanziarie dell’E.O.Galliera” – continua Benzi – “nessuno in maggioranza ha mai ipotizzato che la Regione potesse solo pensare di farsi carico della quota interessi dell’indebitamento bancario dell’E.O. Galliera”.

“Ma non e’ finita” – prosegue Benzi – ” e’ evidente che le stime dei mesi scorsi sul finanziamento bancario, risultano gia’ incongrue in ragione della grave crisi finanziaria internazionale di questi giorni: i tassi saliranno ed un mutuo di simile entita’ portera’ ad un ammortamento molto piu’ pesante; ed infine, quale sara’ l’istituto di credito disposto a finanziare la realizzazione del nuovo ospedale a fronte del cosi’ alto valore del prestito che corrisponde ad oggi il 42% del valore complessivo dell’opera e dei molti fattori di rischio connessi all’operazione ? Fa quasi sorridere leggere le conclusioni della Deloitte in merito alle difficolta’ di individuazione di un istituto di credito: “E’ tuttavia necessario segnalare che, la capacita’ di individuare un istituto di credito disposto a finanziare l’opera non dipenda esclusivamente dall’economicità dell’operazione ma da una serie di fenomeni fra cui la visibilita’ sociale e pubblica dell’intera operazione ed il suo inserimento nel contesto socio-culturale del territorio genovese”, ecco, se ci affidiamo alla beneficenza delle banche siamo a posto! ”

Vi e’ poi incertezza su alcune poste di finanziamento pubbliche messe a preventivo per coprire il costo dell’operazione, come segnala Deloitte nella sua relazione: € 2.856.905,11 di risorse ex art. 20 L. 67/88 probabilmente non piu’ utilizzabili per l’operazione Galliera ed ancora € 2.492.358,90 di risorse revocate dal Governo.

“Una seconda debolezza del piano” – prosegue il consigliere Benzi – “deriva da sopravvalutazioni dei flussi di cassa prodotti dal nuovo ospedale, stimati in 8,1 milioni € annui e destinati all’ammortamento (solo quota capitale) del mutuo ed alla copertura degli investimenti di mantenimento: vengono conteggiati 2,6 mln € annui (per 30 anni) di rimborsi della Regione (ancora !) per investimenti in apparecchiature, arredi ed attrezzature; e’ perlomeno difficilmente immaginabile che la Regione, da una parte tagli ospedali, riduca servizi, razionalizzi la rete e l’offerta ospedaliera, cancelli oggi piu’ di 100 strutture, cliniche ed amministrative, complesse, riduca il personale sanitario, e dall’atra possa assicurare all’E.O. Galliera simili finanziamenti per i prossimi 30 anni”.

Vengono conteggiati poi 4,6 mln € annui dall’efficientamento energetico (per 2,1 mln €) e dai risparmi sul personale (2,5 mln € annui). “Se i ricavi stimati dall’uso razionale dell’energia appiono perlomeno benevoli” – afferma Benzi – “quelli sul personale incutono preoccupazione: 2,5 mln € annui risparmiati grazie a nuovi modelli organizzativi (intensita’ di cure) dovrebbe perlomeno allarmare i lavoratori e le organizzazioni sindacali, anche rispetto al mantenimento degli attualli livelli occupazionali e salariali”.

Una terza debolezza riguarda la cessione del patrimonio immobiliare. “Il piano finanziario omette qualsiasi valutazione circa l’andamento negativo del mercato immobiliare”, osserva ancora Benzi: “la previsione di incassare 48,52 mln€ ( o 51,9 mln€ se si aggiungono gli immobili di Voltaggio e Coronata) appare decisamente sovrastimata rispetto al 2008, nel frattempo c’è stata la la crisi immobiliare e la situazione di mercato è profondamente cambiata”.

Infine i tempi di realizzazione del nuovo ospedale: “oltre 5 anni, dalla posa della prima pietra (2012); si avrebbe un ospedale che funzionerebbe al 50%, con gravi ricadute per la rete ospedaliera cittadina e per la rete dell’ emergenza oggi gia’ in forte crisi come dimostrano i gravi problemi dei pronti soccorso di Vialla Scassi e S.Martino”.

“La sanità pubblica della nostra regione” – continua Benzi – “sta vivendo momenti drammatici, ed il primo responsabile è certamente il Governo che ha tagliato, con la manovra, 7 miliardi di euro alla sanità con l’evidente disegno di indebolire il pubblico per poter poi affermare nei prossimi anni che è inefficiente e che bisogna dare i soldi alla sanità privata, quando già oggi il nostro paese è in Europa quello che investe di meno nella sanità pubblica.
Tuttavia, al di la’ della condivisione, o meno, della necessita’ di costruire un nuovo ospedale Galliera, al di la dell’opposizione di alcune forze politiche, e/o di consiglieri regionali, al di la’ di una significativa opposizione sociale (comitato per Carignano che ha raccolto migliaia di firme contro la costruzione del nuovo ospedale ed a favore invece del suo ammodernamento), stupisce che si voglia ostinatamente portare avanti un’operazione che presenta cosi’ tanti fattori di rischio ed incertezze finanziarie”.

E qualche dubbio devono averlo avuto anche la proprieta’ e gli amministratori dell’E.O.Galliera, se e’ vero, come e’ vero, che i rischi vengono caricati sul pubblico (la Regione), a cominciare dal pagamento degli interessi del mutuo e dalla decisione di ricorrere in via preliminare al finanziamento regionale a copertura della prima parte dei lavori (dall’anno 1 all’anno 3), per proseguire poi con la cessione del patrimonio immobiliare per far fronte agli stati di avanzamento dei lavori successivi e quindi al finanziamento bancario che pero’ per molti anni (i primi 18 anni) avra’ un forte peso in termini di pagamento della quota interessi (a cui e’ chiamata a far fronte la Regione) e non della quota capitale (che paga il Galliera).

Insomma iniziamo pure, tanto il rischio d’impresa e’ sulle spalle della Regione, poi si vedra’

“Insieme agli altri consiglieri regionali di maggioranza critici sull’operazione del nuovo Galliera” – conclude il capo gruppo della Federazione della Sinistra – “fisseremo a Settembre una nuova riunione di maggioranza con il Presidente Burlando e l’Assessore Montaldo per fare il punto sulla situazione, esaminando il piano economico e finanziario presentato alla Regione dal Galliera. Alla luce della crisi finanziaria e della situazione della sanità ligure, diventa prioritario riconsiderare progetti meno faraonici e dispendiosi ed investire le risorse disponibili nell’ammodernamento del Galliera oppure investire nel nuovo unico ospedale del Ponente che porterebbe alla razionalizzazione della rete ospedaliera del ponente cittadino (con la contestuale chiusura di presidi ed ospedali non piu’ efficienti) con chiari benefici (assistenziali ed economici) per i cittadini e per la sanita’ pubblica”.

Ufficio Stampa Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra Regione Liguria