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Nuovo Galliera, Benzi: “Verificare piano finanziario”

bandiera rifondazione comunista

Genova. “Da oltre un mese ho richiesto all’Assessore Montaldo  il piano finanziario del nuovo ospedale Galliera, da tempo nei cassetti della Regione, ma ad oggi di quel piano i consiglieri regionali di maggioranza non hanno traccia”.  Alessandro BENZI – capogruppo regionale della Federazione della Sinistra – ha nuovamente sollecitato l’Assessore alla Salute Claudio Montaldo a portare urgentemente all’esame della maggioranza il piano economico-finanziario del nuovo Galliera.

“La sanità pubblica della nostra regione sta vivendo momenti drammatici, ed il primo responsabile è certamente il Governo che ha tagliato, con la manovra,  7 miliardi di euro alla sanità con l’evidente disegno di indebolire  il pubblico per poter poi affermare nei prossimi anni che è inefficiente e che bisogna dare i soldi alla sanità privata, quando già oggi il nostro paese è in Europa quello che investe di meno nella sanità pubblica”.

“Oggi” – prosegue Benzi – “il Consiglio regionale approva l’ennesima razionalizzazione della rete e dell’offerta ospedaliera tagliando ben 50 strutture cliniche complesse  e primariati, ed altrettanti tagli dovranno fare le direzioni delle 5 asl liguri per quanto riguarda le strutture complesse non cliniche (servizi amministrativi e tecnici);  la riorganizzazione odierna della rete regionale di cura e assistenza fa seguito a quelle del 2006, del 2008 e del 2010: chiusure di ospedali, riduzioni di personale, riduzioni di servizi, tutto per rientrare nei parametri normativi previsti dall’Intesa Stato-Regioni del 2005 e dal Patto della salute 2010-2012”

“Ecco, di fronte al baratro in cui rischia di franare la sanità ligure” – continua Benzi – “ stupisce che si voglia ostinatamente portare avanti l’operazione del nuovo Galliera, le cui ultime stime dei costi parlano di oltre 200 milioni di Euro: non c’è più un soldo (e non ci sarà in futuro) per l’ospedale del ponente che dovrebbe invece rappresentare la priorità della nuova edilizia sanitaria e che i cattadini  del ponente genovese stanno aspettando come risarcimento per le chiusure degli ospedali ed i tagli ai servizi sanitari e territoriali subiti nell’ultimo decennio, la situazione della rete di emergenza  è al collasso come dimostrano le cronache di quest’anno sulle triste vicende del pronto soccorso di Villa Scassi, insomma invece di investire le risorse per ammodernare le strutture esistenti (Galliera compreso) e potenziare la rete dell’emergenza ed i servizi territoriali e ambulatoriali si porta avanti un’operazione dagli incerti sviluppi finanziari, che rischierà comunque di pesare sulle  scarse future risorse sanitarie pubbliche”

L’opera, che secondo le previsioni dell’ospedale avrebbe dovuto costare circa 160 milioni di euro è finanziata, per un terzo, attraverso la vendita degli immobili (nel frattempo però c’è stata la la crisi immobiliare e la situazione di mercato è profondamente cambiata rispetto al 2008 quando è stata fatta la stima ), per un altro terzo con soldi pubblici  e per il restante terzo con l’accensione di un mutuo (ma con oltre 50 milioni di euro da finanziare attraverso un’operazione di indebitamento, quale sarà il peso dell’ammortamento che graverà sull’ospedale e rischierà di avere pesanti effetti sul sistema sanitario regionale ?)

Benzi ha chiesto di discutere al più presto in maggioranza del nuovo galliera anche per valutare, alla luce della crisi finanziaria e della situazione della sanità ligure, l’opportunità di riconsiderare progetti meno faraonici e dispendiosi    (ad esempio il progetto  del “Galliera 2000” realizzato da un architetto esperto in progettazione ospedaliera, che nel1995 era stato già approvato da Comune, Provincia, Asl, Sovrintendenza e Vigili del fuoco e che prevedeva la ristrutturazione dei padiglioni storici con costi più che dimezzati).

“Ovviamente” – conclude Benzi – “restano validi tutti gli altri motivi,non di ordine economico, che hanno portato in questi anni Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra ad esprimersi contro il progetto fortemente voluta dalla Curia genovese:   la variante urbanistica con la quale il Comune di Genova ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso dei 5 padiglioni ospedalieri che l’Ospedale Galliera vorrebbe vendere e trasformare in residenze, negozi e parcheggi,  la grande cementificazione dell’area, a oggi interamente dedicata al verde e ai servizi pubblici e tutto questo disattendendo il Piano urbanistico comunale che definiva tale zona come satura e quindi non in grado di accogliere un ulteriore peso insediativo, gli storici padiglioni adibiti a nuove ibride funzioni ancora non chiaramente definite,  la demolizione di 6 padiglioni, di edifici contenenti amianto, un terreno con problematiche geologiche, l’abbattimento del padiglione C di più recente costruzione (8 piani fuori terra), ancora oggi oggetto di grandi investimenti pubblici, centinaia di migliaia di metri cubi di nuove edificazioni, altrimenti impensabili nel quartiere di Carignano, ed una riduzione dei volumi a destinazione ospedaliera.