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Economia

Milano, “pellegrinaggio laico” contro la manovra: la protesta degli amministratori liguri

Milano. Le note dell’Inno di Mameli accompagnano la fase conclusiva della mobilitazione dell’Anci, a Milano, contro la manovra finanziaria e il pacchetto di tagli agli enti locali. Secondo le prime stime, sarebbero oltre 1500 i sindaci giunti nel capoluogo lombardo da ogni parte d’Italia. Dalla Liguria tre pullman e una ventina di auto hanno convogliato all’ombra del Pirellone circa 170 amministratori. Il corteo di fasce tricolori si è mosso da piazza Duca d’Aosta ed ha quindi raggiunto Palazzo Marino, paralizzando la circolazione nelle vie intorno alla stazione centrale.

Slogan come “Giù le mani dai Comuni” o “Governo che mangia i pesci piccoli” hanno scandito il serpentone del “pellegrinaggio laico”, come è stato definito dal segretario dell’Anci Liguria, Pierluigi Vinai. Gianni Alemanno e Giuliano Pisapia l’uno al fianco dell’altro alla testa del corteo. Il corteo ha alla fine è arrivato in piazza della Scala, dove si trova la sede del Comune e dove, su un palco, si sono alternati alcuni discorsi, trasversali a partiti e schieramenti. Con lo stesso denominatore comune: la manovra di ferragosto deve essere emendata, a partire dall’eliminazione dei tagli per gli enti locali e dallo stralcio dell’articolo 16 che prevede la soppressione dei campanili sotto i mille abitanti.

“La presenza in massa di tanti sindaci è un segnale fondamentale, perché denota che se c’è necessità di un riassetto, questo non deve essere praticato attraverso la manovra economica. Occorre invece riorganizzare gli enti locali con una normativa propria, quale è la carta delle autonomie” ha detto Milena Scosseria, sindaco di Orco Feglino.

Per il vicesindaco di Loano, “la manifestazione rafforza la nostra voce e rincuora chi ogni giorno lavora a contatto con i cittadini. “‘Giù le mani’ è lo slogan giusto – ha aggiunto – Ci auguriamo che il governo ascolti le ragioni dei territori, per andare incontro alle comunità”.

“Dalla piazza una proposta abbracciata con un caloroso applauso da tutti i sindaci: lo stralcio dell’articolo 16 dal decreto legislativo numero 138, quello appunto sui piccoli Comuni, e la revisione completa del patto di stabilità. E anche in modo provocatorio l’ipotesi della rinuncia completa delle indennità di carica ma da parte di tutti, dal consigliere del piccolo Comune fino al ministro” ha evidenziato Gian Luca Giudice, assessore di Spotorno.

“E’ una manovra iniqua che imprime un colpo mortale ai Comuni – ha commentato Massimo Caleo, sindaco di Sarzana (La Spezia) – Siamo qui per mostrare il nostro disappunto. In questi anni abbiamo subito tagli che impediscono l’erogazione dei servizi essenziali, dalla scuola, ai servizi sociali ai trasporti”.

“Siamo qua per rivelare chiaramente la rabbia contro la manovra anticomunale – ha dichiarato Juri Mazzanti, primo cittadino di Santo Stefano di Magra (La Spezia) – Si vuole far passare questo provvedimento per un risparmio, mentre in realtà cancellare i Comuni produrrebbe un beneficio alla spesa pubblica di 5 milioni di euro a fronte di milioni e milioni dei quali avremmo realmente bisogno. Si taglino i parlamentari piuttosto. Questo modo di fare serve soltanto per togliere rappresentanza alla gente”.

“Venderemo cara la nostra pelle. E’ antidemocratico. Siamo totalmente abbandonati noi dei piccoli paesi, a partire dai problemi gravi come quello del dissesto idrogeologico. In virtù anche della loro storia molta antica, i piccoli Comuni devono continuare ad esistere” ha affermato il sindaco di Montalto Ligure (borgo rurale imperiese di 400 anime, in Valle Argentina), Giovanna Lantrua.

“Siamo scesi in piazza in tanti per dire no a una manovra che, ancora una volta, taglia indiscriminatamente ma non affronta i nodi strutturali. Con le ultime tre manovre agli enti locali vengono sottratti 100 miliardi. All’Italia servono riforme vere: accorpare le Regioni, superare le Province, far dimagrire lo Stato intervenendo su quelli che sono i veri centri di spreco, i ministeri. Ridurre davvero i costi della politica e togliere privilegi oggi inaccettabili” ha detto il primo cittadino della Spezia, Massimo Federici.

A sfilare nel cordone organizzato dall’Anci anche il sindaco di Portofino, Giorgio d’Alia. “Noi difenderemo la nostra autonomia e identità. Abbiamo un bilancio sano e in attivo – ha rimarcato D’Alia – E’ una battaglia di tutti per ottenere lo stralcio dell’articolo 16, anche se non riguarda direttamente Portofino in quanto non abbiamo Comuni contermini con i quali unirci. Noi abbiamo soldi in cassa per poterli spendere in funzione dei servizi. Con una gestione oculata delle risorse pubbliche si crea sviluppo”.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è appena arrivato alla prefettura di Milano per l’incontro fissato con una delegazione dei sindaci. Prima del ministro sono arrivati a Palazzo Diotti, il sindaco di casa Giuliano Pisapia, il presidente facente funzioni dell’Anci Osvaldo Napoli, il vicepresidente Granziano Delrio, il sindaco di Genova Marta Vincenzi, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente di Uncem Enrico Borghi e il presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana, primo cittadino di Varese.