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Cronaca

Manovra: piccoli Comuni salvi, abolizione delle Province rimandata di almeno due anni

Manifestazione Anci a Milano protesta dei liguri

Marcia indietro del governo sui tagli agli enti locali e l’accorpamento forzato dei piccoli Comuni. Dopo la mobilitazione dell’Anci ieri a Milano, che ha visto in corteo un cordone umano di amministratori, dal vertice di maggioranza ad Arcore sono usciti aggiustamenti alla manovra. Nel documento finale del vertice, per i cossiddetti mini-enti si legge: “Sostituzione dell’articolo della manovra relativo ai piccoli Comuni con un nuovo testo che preveda l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013 nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri”.

Oggi a Roma nuova riunione straordinaria del direttivo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, aperta a tutti i sindaci, che ha deciso uno stato di mobilitazione permanente fino a quando non ci saranno risposte soddisfacenti sui tagli agli enti locali previsti in manovra. “La mobilitazione continuerà “finché non ci saranno risposte chiare” hanno detto i sindaci uscendo dall’inconttro con il ministro dell’Interno Maroni.

L’Anci ha richiesto espressamente al governo lo stralcio delle norme contenute nella manovra economica riguardanti i piccoli Comuni e l’approvazione della Carta delle Autonomie. Ma non solo: l’azzeramento dei tagli previsti in 2,5 miliardi stabiliti dalla manovra del 2010, un maggior contributo di 1,7 miliardi nel 2012 e di 2 miliardi nel 2013 del Patto di stabilità per permettere ai Comuni di effettuare investimenti e garantire coesione sociale.

Le risorse per diminuire le difficoltà economiche degli enti locali – secondo il proposito della maggioranza – saranno reperite da una rimodulazione dei vantaggi fiscali e dall’intervento sulle pensioni. Un apposito emendamento affida più poteri agli enti locali nella lotta all’evasione: “Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all’evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate”.

Tra i provvedimenti aggiuntivi alla manovra, c’è il dimezzamento del numero dei parlamentari e la soppressione di tutte le Province: obiettivi da ottenere con una riforma costituzionale. E’ questo l’annuncio tra i più contestati dall’opposizione, in quanto per attuare i due obiettivi i tempi previsti di una riforma costituzionale sono di almeno due anni e per raggiungerla, forse nella prossima legislatura, c’è necessità di un’ampia convergenza parlamentare.