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Cronaca

Manovra anticrisi, nel genovese i sindaci dei piccoli comuni si dividono

provincia di genova

Genova. Favorevoli o non favorevoli? I sindaci dei piccoli comuni della provincia di Genova si dividono in merito alla manovra prevista dal governo di accorpare i comuni sotto i mille abitanti.

Nella nostra provincia sono 17 i comuni al di sotto dei mille abitatanti che rischiano di “scomparire”: Neirone, Valbrevenna, Tribogna, Orero, Tiglieto, Rovegno, Crocefieschi, Lorsica, Favale di Malvaro, Portofino, Vobbia, Fontanigorda, Coregli Ligure, Montebruno, Propata, Gorreto, Fascia e Rondanina.

“Non è sopprimendo i piccoli comuni che si risparmia”,  spiega Elvio Varni, sindaco del piccolo comune di Fascia. “Oggi i comuni fanno tante cose, mentre con la manovra diminuiranno i servizi al cittadino e aumenteranno i costi. I piccoli centri saranno sempre più abbandonati e ci si concentrerà sui centri più grandi”.

“Noi funzioniamo, abbiamo iniziative, non so se un comune più grande risponderebbe alle esigenze dei cittadini così come possiamo fare noi – continua Varni – Spesso noi lavoriamo con il volontariato. Proprio per questo sono molto pessimista sulla funzionalità della manovra. Anche per quel che riguarda la riduzione della spesa sono scettico, qui il costo delle poltrone è pari zero”.

Molto critico Michelangelo Pesce, sindaco di Tiglieto: “E’ una notizia che ci ha preso di sorpresa, non ce l’aspettavamo – spiega – “In questi anni abbiamo lavorato in collaborazione con altri quattro comuni della zona, tramite l’Unione dei Comuni. Insieme al Comune di Mele, Rossiglione, Campoligure e Masone, abbiamo sperimentato la bontà di lavorare in rete. Ma un conto è collaborare, un altro è essere accorpati ad altri comuni. Abolire municipalità come la nostra significherebbe di fatto la morte della montagna”.

Il problema è a monte: “Siamo di fronte al fallimento di una classe politica – riprende Pesce – che non ha saputo in questi anni affrontare il problema delle realtà territoriali in maniera proficua e congrua”.

Ma non tutti sono contrari. E’ molto favorevole per esempio Sergio Gian Carlo Capelli, sindaco del comune di Gorreto: “Sono due anni che lotto perché tutto questo avvenga – spiega – I comuni più grandi sono anche più economici e penso che si potrebbero gestire meglio i servizi. Un piccolo comune ha poco personale e poche risorse a disposizione, se li uniamo sicuramente avremo migliori servizi a costi inferiori”.

Dello stesso parere Bartolomeo Venzano, Sindaco di Crocefieschi: “Una manovra del genere io l’auspicavo da vent’anni  – spiega – Sarei molto favorevole, ma purtroppo credo che il tutto si risolverà in un nulla di fatto. E poi le cose fatte troppo in fretta sono sempre mal fatte”.