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Economia

Manovra, Floris (Anci): “Comuni penalizzati anche nell’estinzione anticipata dei mutui Cassa Depositi e Prestiti”

franco floris

Regione. Soddisfatto con riserva Franco Floris, sindaco di Andora e presidente della Commissione finanza locale dell’Anci, di fronte alla riscrittura della manovra bis. Reduce dal corteo dei sindaci ieri a Milano, fa il punto sulle novità scaturite dal vertice di maggioranza ad Arcore: “Valutiamo molto positivamente la volontà di alleggerire i tagli e scongiurare la soppressione dei piccoli Comuni, ma la nostra richiesta, è bene precisarlo, è quella di stralciare completamente l’articolo 16. Non possiamo quindi dirci soddisfatti per l’impatto complessivo che questo decreto potrebbe avere. Il nostro obiettivo è eliminare il patto di stabilità, che si è rivelato uno strumento inutile e dannoso, affinché sia sostituito da un’apposita normativa sul debito”.

“Il patto di stabilità come forma di contenimento della spesa non è servita – aggiunge Floris – Ci ritroviamo con il risultato che i Comuni hanno 18 miliardi di euro immobilizzati, che potrebbero invece servire per implementare servizi, sviluppo e occupazione. Sono il frutto del pagamento di tasse che si trovano bloccati in tesoreria. Il connubbio tra tagli lineari e patto di stabilità è stato un grave errore di politica finanziaria”.

“Tutti dobbiamo fare la nostra parte, contribuendo al risanamento pubblico – prosegue il primo cittadino andorese – L’alternativa al patto di stabilità, che non ha assolto al ruolo per cui era stato designato, è la norma sul debito, per arginare così l’indebitamento degli enti. I Comuni italiani sono disponibili a dare un contributo, economico ma anche tecnico, al risanamento statale, ma a precise condizioni. Sino a qui, invece, dai piani alti si è sempre voluto penalizzare le amministrazioni comunali. Basti fare l’esempio delle sanzioni per l’estinzione anticipata dei mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti. Un buon amministratore che voglia usare l’avanzo di amministrazione per togliere un mutuo, così da avere maggiore spesa corrente per l’anno successivo, incappa nella penale severa che chiede la Cassa Depositi e Prestiti. Questo è irragionevole, perché significa penalizzare, anziché agevolare chi opera virtuosamente”.

Il peso della manovra agostana sugli enti locali sembra attenuarsi, per circa 2 miliari, alla luce delle modifiche in atto. L’intervento sul testo prevede la sostituzione dell’articolo relativo ai piccoli Comuni con un nuovo testo che includa “l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013 nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri”. Salvi i municipi sotto i 1000 abitanti, dunque, con le funzioni che andranno accorpate e il taglio del numero dei consiglieri. Prevista, poi, l’attribuzione agli enti territoriali di “maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all’evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate”.

“La via giusta – nota Floris – è quella di scovare i grossi patrimoni per recuperare la grande evasione. Finora non ci dicono con quali strumenti i Comuni potrebbero perseguire la lotta all’evasione fiscale. Ci sono già le forze preposte ai controlli e non c’è bisogno di altri organismi”. “C’è invece necessità di coordinamento con gli organismi già operativi sul territorio e, in questo senso, le amministrazioni comunali possono dare un supporto” conclude Floris.