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Economia

Manovra anticrisi, Rossetti: “Così si deprime l’economia del Paese”

Pippo Rossetti

Regione. “Sono esterrefatto da questa manovra gestita in maniera ragionieristica, senza considerare le ricadute sulla vita reale dei territori”. E’ tranchant il giudizio dell’assessore ligure al bilancio Pippo Rossetti sul pacchetto di tagli varati dal governo. “Queste misure – spiega – agiscono per deprimere l’economia del Paese, non per risollevarla. Tremonti e compagnia hanno fatto pagare il ritardo nella gestione della crisi ed ora vogliono risolvere in fretta in furia quando fino all’altro ieri dicevano che il paese era solido”.

La manovra di Ferragosto contempla un taglio di 6 miliardi per il 2012 e di 3 miliardi nel 2013 e, sotto i riflettori, prevede di sopprimere le Province sotto i 300 mila abitanti e la fusione dei Comuni con meno di 1000 abitanti, che dovrebbe prendere piede dalle prossime elezioni. “Il problema – afferma l’assessore Rossetti – è che hanno voluto fare come quelli che hanno definito i confini dell’Africa a tavolino, tracciando rette su una cartina, non comprendendo che un territorio è ben più complesso. Questo dimostra una statura politico-istituzionale di bassissimo profilo e la volontà di inguaiarci tutti”.

“Questa manovra – prosegue Rossetti – smantella l’attività di sostegno regionale all’economia territoriale. La Regione avrà al massimo i soldi per far funzionare l’istituzione. Niente infrastrutture, ricerca e innovazione. Nessun sostegno né alle piccole-medie imprese né alle grandi aziende. Sì, la focalizzazione sui contratti di lavoro è fondamentale, ma è riduttivo impostare un pacchetto di interventi solo su questo punto”.

Rossetti fa proprie le preoccupazioni del presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani: “E’ una riforma che piove dall’alto, ci ritroveremo con i piccoli Comuni e le Province in rivolta. Tutti coloro che hanno trovato aiuto, dal welfare all’edilizia sociale, andranno incontro ad un assoluto ridimensionamento con penalizzazione dei soggetti più deboli. Come ha dichiarato Roberto Formigoni, quindi non uno proprio di sinistra, è stato ucciso il federalismo. La funzione che avranno o non avranno le Province non permette di capire che ruolo avrà la Regione”.

L’abolizione scatterenne dai prossimi rinnovi dei consigli provinciali: la prima in ordine di tempo sarà La Spezia, dove si dovrebbe votare nel 2012, ma il grosso sarà nel 2014. E’ possibile che alcune Province decidano di fondersi, come si prospetta per Savona e Imperia. “Ma – commenta l’assessore regionale al bilancio – chi si occuperà delle loro competenze? Dove andrà a finire la gestione delle strade provinciali, la pulizia dei rivi, l’edilizia scolastica o mille funzioni collegate al territorio? Difficile immaginare che tutte le materie siano governate da via Fieschi, la distanza diventerebbe un problema grave”.

Pollice verso anche per i tagli prospettati come una scure sulle casse delle Regioni. “Abbiamo impiegato 30 milioni per il trasporto e non è ancora stato risolto il problema dei pendolari e delle aziende che gestiscono la gomma – afferma concludendo l’assessore Rossetti – Come è possibile che il bilancio regionale sostenga Tpl o il fondo della non autosufficienza, se non avrà nessun sostegno? Errani sapeva bene ed ha fatto rilevare che a fronte di una questione ragionieristica, perché infatti questa è una manovra redatta da un ‘ragioniere’, non vengono considerate le ricadute sulla vita reale delle persone”.