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Livorno-Sampdoria, scontri dopo la partita: indagini per identificare i tifosi blucerchiati coinvolti

Livorno. Nessun ferito grave, ma il bilancio degli scontri tra tifosi sampdoriani e supporter toscani, avvenuti ieri sera dopo la partita, poteva essere ben più ampio: secondo le prime ricostruzioni le auto dei tifosi blucerchiati sarebbero state prese a bottigliate e sassate durante il loro passaggio sul lungomare di Livorno, non è chiaro per quale ragione, se per l’esposizione di bandiere e sciarpe blucerchiate o se per qualche insulto volato verso i passanti fuori dal locale. Al lancio, la maggior parte delle auto, circa una ventina, ha proseguito, ma non tutte: alcuni sampdoriani sarebbero scesi e avrebbero affrontato i livornesi.

Ne è nata una rissa, alla quale avrebbero partecipato attivamente alcune decine di persone e al termine della quale un gruppo di livornesi ha dovuto barricarsi dentro la Baracchina rossa inseguito dai genovesi che brandivano cinture. La tensione è durata almeno un quarto d’ora, finché l’intervento del reparto mobile della polizia in supporto a volanti del 113 e pattuglie della Digos, subito presenti, ha spinto i genovesi a risalire in auto e allontanarsi.

I feriti sono due giovani, che hanno ricevuto delle bottigliate alla testa durante il lancio di oggetti (una diciassettenne e un trentunenne) e un poliziotto della Digos, anche lui investito dalla sassaiola mentre stava cercando di accompagnare la giovane all’ambulanza, impossibilitata ad avvicinarsi giacché la via era impegnata dalla rissa.

La questura di Livorno sta lavorando per identificare i tifosi che hanno partecipato alla rissa le indagini non saranno semplici: in zona non ci sono telecamere e i tifosi sampdoriani che hanno partecipato agli scontri fanno parte di un gruppo di circa 70 sostenitori senza tessera del tifoso rimasti fuori dallo stadio.