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Liste d’attesa, Asl 3: “Finanziamenti decurtati, grande difficoltà”

corsia ospedale

Genova. Negli ultimi tempi sono state numerose le denunce fatte da cittadini ed esponenti politici sui lunghi tempi di attesa presso la Asl 3 genovese. Oggi arriva la replica dell’azienda sanitaria locale, che fornisce alcune precisazioni, in particolare parla della situazione generale di difficoltà che il mondo sanitario pubblico deve affrontare.

“Il problema delle liste d’attesa risente naturalmente della situazione generale di difficoltà cui versa la sanità in questo periodo, sempre più decurtata di finanziamenti essenziali all’erogazione dei servizi. E’ naturale che, a parità di domanda, se l’offerta viene quantitativamente ridotta, i tempi di risposta aumentino”, spiega la Asl 3 in una nota.

“Per far fronte a questa problematica, la Regione Liguria con DGR 545/2011 ha adottato un ‘Piano regionale per il governo delle liste d’attesa’ in conseguenza del quale le Aziende sanitarie hanno elaborato un ‘Programma attuativo di razionalizzazione delle liste di attesa attraverso l’applicazione degli accessi per priorità clinica riferiti alle prestazioni di specialistica ambulatoriale ed ai ricoveri ospedalieri’. ASL3 ha adottato tale programma con provvedimento deliberativo n. 950 del 21 luglio”.

L’azienda spiega che il programma prevede innanzitutto di avviare con i Medici di Medicina Generale e gli Specialisti un percorso comune per definire una  modalità di accesso che rispetti l’esigenza clinica del paziente di ottenere il trattamento appropriato in tempo utile ed individui un diritto di precedenza rispetto ad altri su basi cliniche e non solo su parametri temporali, attraverso l’adozione di strategie che garantiscano l’erogazione tempestiva di quelle prestazioni che presentano caratteri di precedenza rispetto alle altre secondo criteri di appropriatezza.

L’Azienda Sanitaria dovrà garantire ai Medici di Medicina Generale adeguata formazione in merito. I Distretti e i servizi specialistici ospedalieri dovranno contattare telefonicamente gli utenti prima dell’appuntamento al fine di limitare drasticamente il fenomeno del drop out. Peraltro ASL3 su questo aspetto ha da tempo attivato una campagna di informazione multicanale: “sprenotati”.

“Anche il nuovo programma prevede infatti che entro sei mesi dall’approvazione dello stesso siano definite adeguate modalità comunicative multicanali verso i cittadini e gli operatori sanitari, attraverso modalità che rendano disponibili informazioni quali-quantitative sulle modalità di accesso alle prestazioni, sulle condizioni di erogazione e sulla localizzazione delle strutture erogatrici – si legge ancora nella nota – Il programma prevede specifiche misure anche per l’accesso ai ricoveri ospedalieri, sia in regime di Day Hospital sia in Day Surgery, misure per l’attivazione di Percorsi Diagnostico Terapeutici prioritariamente in campo oncologico e cardiovascolare e la regolamentazione dei ricoveri con modello di Day Service Ambulatoriale”.

Circa la problematicità sollevata in merito ai tempi di attesa per le visite fisiatriche, così come per cardiologia: “anche per la riabilitazione ha attivato un percorso sperimentale di accessi prioritari per ora attivo nei Distretti 8 e 9 che fornisce risposte in tempo utile ai pazienti con problematiche rilevanti ed invalidanti”.

“Circa quelle urologiche, invece specifica la Asl – occorre precisare che la Struttura Complessa di Urologia di ASL3 compie 106 visite settimanali tra urologiche e andrologiche. Ad oggi la prima disponibilità per visita urologica, da CUP, in effetti è di 129 giorni a Fiumara. Va detto però che, purtroppo, le agende di alcuni reparti di urologie di altre aziende ad oggi risultano chiuse al 31 dicembre 2011  e questo va a discapito dell’offerta complessiva sul territorio metropolitano. Inoltre reparti di altre Aziende con organici numericamente molto superiori a quelli di ASL3 svolgono una quantità di visite nettamente inferiori. In linea generale occorre ancora una volta ribadire con forza che il successo dell’abbattimento delle liste di attesa si potrà necessariamente ottenere soltanto tramite un coinvolgimento sinergico di tutte le categorie dei medici prescrittori che porti ad un miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva. Il risultato sarà proporzionale allo sforzo di tutte le categorie coinvolte”.