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Cronaca

Ilva in sciopero per Mario Bracci, Fiom: “Licenziamento inspiegabile”

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Genova. “E’ come se una persona lasciasse la macchina in divieto di sosta e gli fosse dato l’ergastolo invece della multa”. Francesco Grondona, segretario generale Fiom Genova, durante il nuovo corteo di solidarietà e protesta organizzato dalla Rsu Ilva, ripercorre ancora una volta “la paradossale” vicenda capitata a Mario Bracci, l’operaio licenziato i primi di agosto per un diverbio accesso con un collega.

“Ma così come ne avvengono altre mille nei reparti – sottolinea Grondona – è evidente invece che di fronte all’eventuale reato commesso dal lavoratore, la pena non corrisponde, perchè il licenziamento è sempre l’extrema ratio”. Il corteo partito alle 13.30 dalla portineria dell’Ilva, alla cui testa c’era lo stesso Bracci con la moglie, è proseguito lungo via Cornigliano per un tratto, con l’occupazione simbolica della strada, sia in direzione levante, sia in direzione ponente, per alcuni minuti e provocando momentanei disordini al traffico.

Terminate anche questo sciopero, il secondo nel giro di due sttimane, “proseguiremo con la lotta e la protesta, nel frattempo aspettiamo fiduciosi il ricorso alla magistratura del lavoro”, perchè come commenta lo stesso delegato sindacale “a meno che non si voglia creare un clima da despotismo asitatico, quello che è stato fatto è semplicemente inspiegabile anche in base al contratto di lavoro”.

Sullo sfondo il consistente numero di lavoratori Ilva ancora in cassa integrazione. “La fantomatica ripresa non si vede, anche se l’azienda dice che qualcosa si muove, resta una situazione di incertezza per la crisi mondiale, ma proprio per questo non vorremmo che approffittasse di questa condizione oggettiva per indurire soggettivamente i rapporti in fabbrica”.

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