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Haven, Arpal: “Qualità dell’ambiente marino è sotto controllo”

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Arenzano. Tutti i genovesi del ponente ligure ricordano quei giorni infernali della Haven, era il 1991, le chiazze nere, la paura di non poter più riavere indietro il loro mare. L’Arpal comunica invece che sono state cento le tonnellate di idrocarburi bonificate dalla petroliera Haven e ora “la qualità dell’ambiente marino è sotto controllo”.

Nell’estate 2008 il relitto è stato bonificato in 60 giorni a 100 metri di profondità con i sub che hanno convogliato gli idrocarburi rimasti nello scafo perforando i sette piani della carlinga e pompando in superficie il petrolio.

17 anni per la bonifica parziale dalle scorie di quel terribile incidente. Un’operazione sottomarina di messa in sicurezza di un relitto pioniera in Europa. Si stima che circa 75 tonnellate di idrocarburi siano bruciate al momento del disastro e che circa 75 giacciano ancora sul fondo del mare impossibili da recuperare.

“L’Arpal ha svolto sei campagne di monitoraggio chimico-biologico prima, durante e dopo la bonifica della Haven – ricorda Rossella Bertolotto dell?Arpal – Purtroppo è stato impossibile bonificare l’intero fondale”. “Abbiamo lavorato insieme alle Università del Piemonte Orientale e di Genova e all’Ist di Genova – aggiunge Paolo Moretto -: la qualità dell’ambiente marino è sotto controllo, la Haven è affondata in una zona abbastanza povera, un fondale di mare profondo 80 metri con sedimenti fangosi e poche possibilità d’insediamento da parte degli organismi e le fiamme hanno ‘sterilizzato’ il relitto”.