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Giù le Borse, Milano in caduta libera: Carige tiene

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La paura della recessione frena le borse europee che, al giro di boa, segnano tutte ribassi più o meno pesanti. I listini, negativi fin dall’avvio dopo la chiusura contrastata di Wall Street e la flessione di Tokyo (-1,25%) che ha chiuso sotto quota 9mila punti, peggiorano dopo il taglio alle stime di crescita da parte di Morgan Stanley. Per la banca d’affari, gli Usa e la zona euro “sono pericolosamente vicini alla recessione”.

La banca ha tagliato la stima di crescita mondiale al 3,9% dal 4,2% quest’anno e al 3,8% rispetto al 4,5% il prossimo. Nelle economie avanzate il Pil dovrebbe crescere solo dell’1,5% nel 2011 e 2012. Una nuova tegola per l’economia europea, mentre dopo il vertice franco-tedesco si studiano nuove mosse per arginare il rischio default nell’area euro. Bocciata l’ipotesi eurobond e l’incremento del Fondo salva Stati, ai mercati non piace la proposta formulata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese Nicolas Sarkozy di tassare le transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax. A risentire maggiormente dei ribassi e’ l’intero comparto bancario europeo. In attesa di una lunga serie di dati macroeconomici Usa, l’indice future S&P 500 registra una flessione di quasi due punti percentuale. Una previsione di apertura al ribasso con ripercussioni sui listini del Vecchio Continente che ritoccano, ancora una volta, i minimi.

A Milano l’indice Ftse Mib lascia sul terreno il 4% a 15.313,05 punti, mentre il differenziale tra Bpt e bund risale a 276 punti. Il rallentamento dell’economia tedesca frena la piazza di Francoforte che perde il 3,88%, male anche Parigi (-2,56%), nonostante la conferma di Standard & Poor’s sul rating ‘tripla A’, mentre Londra cede il 2,30%. Si allineano ai ribassi le borse di Madrid (-3,07%), Lisbona (-2,95%) e Amsterdam (-2,46%).
Carige dopo l’1,24 di mercoledì 10 agosto, tiene la ripresa di quota degli ultimi giorni rimanendo oggi sopra l’1,40.

A Milano vendite sulla galassia Agnelli, in rosso il settore bancario con Unicredit che torna sotto quota 1 euro. In una seduta dove gli scambi hanno appena superato un miliardo di controvalore, Fiat risente dei dubbi sulla joint-venture in India con Tata Motors e dei target a rischio negli Usa. Il titolo perde l’8,30% a 4,506 euro, con oltre 26 milioni di pezzi passati di mano rispetto a una media di giornata di 30,9 milioni. Per il settore auto la flessione registrata nell’ultimo mese supera il 30%. Maglia nera per Fiat Industrial a 6,375 euro (-9,25%), tonfo anche per la holding Exor a 15,63 euro (-7,24%). In rosso l’intero comparto bancario con Intesa Sanpaolo che guida la classifica dei ribassi. Il titolo dell’istituto guidato da Corrado Passera perde, in asta di volatilita’, il 6,90% a 1,228 euro, seguito da Banco Popolare a 1,218 (-6,31%) e Mps a 0,4552 (-5,13%). Unicredit scende sotto la soglia di un euro: perde il 4,99% a 0,9805 euro. Male anche le popolari con Ubi banca a 2,656 (-5,35%) e Bpm a 1,597 (-3,56%). Annulla i guadagni iniziali Mediolanum a 2,478 (-3,28%), flessione per Mediobanca a 6,32 euro (-1,79%). In asta di volatilita’, per eccesso di ribasso, Finmeccanica (-6,10%) e Impregilo (-5,75%), tonfo anche per Fonsai a 1,554 (-5,42%), Pirelli a 5,595 euro (-5,17%) e Buzzi Unicem a 6,74 euro (-5,20%). Viaggia compatto al ribasso anche il comparto energetico.