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Genova unica provincia ligure superstite in base alla norma presentata dal Governo

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Il risultato più clamoroso della bozza della manovra all’esame del Consiglio dei ministri dovuta ai moniti della Banca centrale europea e della stessa Unione Europa, in seguito alla grave crisi finanziaria che sta attraversando anche il nostro paese, potrebbe essere l’eliminazione di tre province su quattro delle Regione Liguria.

Nel complesso sarebbero 36 le province sotto i 300mila abitanti, comprese quelle delle regioni a statuto speciale, che rischiano di sparire in base alla norma presentata e in discussione. Tra queste Imperia, Savona e La Spezia.

La reazione degli enti locali è stata netta e i giudizi anche. Manovra “sconcertante, iniqua e depressiva”, questi gli aggettivi usati. Sotto i riflettori appunto l’ipotesi di sopprimere le Province sotto i 300 mila abitanti e la fusione dei Comuni con meno abitanti.

La rezione in Liguria è stata unanime: “Una proposta Ferragostana”, la bolla Luigi Sappa, presidente della provincia di Imperia. Dalla Liguria di Ponente a quella del Levante, dal centrodestra al centrosinistra, non cambia. Anche Marino Fiasella, eletto nel Pd alla presidenza della Provincia di La Spezia, 223 mila abitanti suddivisi in 32 comuni, non ha dubbi. “E’ un taglio inaccettabile”, ribadisce sostenendo che “il costo delle province è una pagliuzza rispetto alla trave dell’evasione fiscale. Occorre migliorare i meccanismi di riscossione – conclude – e non cancellare un importante presidio del territorio”