Quantcast
Economia

Genova, lavori a Brignole: i cittadini si mobilitano contro l’automostro

Genova. Ancora questa mattina la sindaco Marta Vincenzi, in visita nella nostra redazione, ha voluto affermare gli importanti e “irreversibili” lavori effettuati nel genovese per la sua viabilità, non solo per migliorare la sua percorrenza all’interno, ma anche per aprire a ciò che c’è attorno (dal progetto Minova, che vuole rafforzare il triangolo industriale storico Milano, Torino e Genova, fino ad arrivare alla rete delle città).

In questi diversi progetti, rientra anche la ristrutturazione che cambiere il volto alla zona attorno alla stazione Brignole: dall’arrivo della fermata della metropolitana, fino al potenziamento di tutto il nodo ferroviario che comprende anche la costruzione da affidata a Italferr di un autosilo.

Quello di Italferr è un parcheggio multipiano che avrebbe un impatto notevole su una delle zone più suggestive del centro cittadino: la zone che da Brignole arriva sostanzialmente fino a Piazza Manin (le vie maggiormente interessate sarebbero via Montesano, Via Groppallo e Salita Fieschine).

I residenti di questa zona però sono decisamente preoccupati per l’impatto ambientale e architettonico che questo autosilo potrebbe avere, per questo hanno costituito da tempo un comitato che hanno chiamato “comitato contro automostro”. “L’autoparcheggio multipiano – ci dice Elio Boeri portavoce del comitato – non si ambienta nel contesto dove sorgerebbe, in pochi giorni l’anno passato sono state raccolte più di 300 firme. Abbiamo provato a prendere contatto prima con Municipio, poi con il Comune e adesso ci proviamo con la Regione proprio per far sentire la nostra voce”.

La peculiarità di questo comitato, però, è che fa una critica costruttiva e propositiva, l’ingegnere Bertocelli dice: “Assieme ad altri colleghi del quartiere, ci siamo occupati di migliorare il progetto, integrando le dimenticanze. Italferr, avendo a che fare con un progetto enorme, forse ha trascurato alcuni particolari”. Le integrazioni presentate al progetto sono finalizzate a diminuire l’impatto ambientale, con la creazione di una zona vivibile per il quartiere, senza aumentare i costi del progetto.

Molti consiglieri regionali sembrano aver accolto positivamente questa proposta, chissà se diventerrà un esempio concreto e reale di partecipazione dal basso.