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Genova, Don Paolo Farinella: “La mia parrocchia paga regolarmente l’Ici”

Genova. “Sono orgoglioso di annunciare che da quando sono parroco, la mia parrocchia di San Torpete paga regolarmente l’ici perché non mi sono mai avvalso delle esenzioni per motivi etici e di coerenza evangelica e civile. Lo dico per giustizia. Un abbraccio a tutti. Paolo Farinella, prete”. Nei giorni in cui monta sul web la protesta contro i privilegi fiscali del Vaticano il parroco genovese lancia il così detto sasso nello stagno.

E se nel nel giro di pochi giorni, il gruppo su Facebook “Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”, creato solo da mercoledì, ha totalizzato oltre 36mila iscritti, tanto che qualche gruppo sta già cercando di organizzare una grande manifestazione di protesta contro i benefici della Chiesa, la dichiarazione di Don Paolo Farinella sul suo account ha già raccolto un crescente numero di post in bacheca, 113 commenti e 335 “mi piace”, nel giro di quattro ore, oltre a fare il giro della rete a livello nazionale.

La maggior parte sono adesioni entusiaste e ringraziamenti, ma c’è spazio anche per qualche distinguo. Filippo scrive: “Nessuno si pone il problema di quei parroci che non se lo possono permettere? Chiudiamo quelle parrocchie e ci facciamo un fienile come nel film Il compagno don Camillo?”. Ma è il commento che ha riscosso più successo è quello di Valeria, seguito da Dea di pari tenore: “Sono atea. Sono comunista. Sono marxista. Possibile che una delle pochissime persone che stimo davvero in questa società sia un prete? Don Farinella, i casi sono due: o hai sbagliato mestiere tu, oppure ho sbagliato qualcosa io”. La risposta del parroco di San Torpete, nel cuore della vecchia Genova, non si è fatta attendere: “Cara Valeria, Cara Dea, siamo in tre: forse abbiamo ceffato tutti e tre. E’ importante stare al proprio posto e compiere il proprio dovere fino in fondo con coerenza e verità. In questo modo solo si può essere preti, comunisti, marxisti, atei, credenti, praticanti ecc. ecc. Un abbraccio forte Paolo prete”.

Intanto la politica si riscopre unita. Pd, Udc, Fli, tutti concordi nel dire no all’Ici per la Chiesa. ”Penso che non lo appoggeremo. Credo che la Chiesa sia una grande ricchezza per la società italiana, l’unica veramente impegnata con il volontariato nella lotta alla povertà”, ha affermato il presidente del Pd Rosy Bindi ai microfoni di Sky Tg24. Anche Futuro e libertà con Carmelo Briguglio mette in guardia dal rischio di un ”anacronistico anticlericalismo”.
Giù le mani dalla Chiesa, avverte il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. “C’è chi ritiene che la Chiesa sia un impiccio per la società, chi invece ritiene che sia un grande elemento di aiuto e ricchezza, capace di prove straordinarie di solidarietà. Non si può fare la contabilità della Chiesa con criteri che non tengono presente questa grande missione sociale”.