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Cronaca

Genova città metropolitana: i commenti di Vincenzi, Rasetto e Lunardon

Genova. Sì alla città metropolitana, ma senza far sparire i Comuni. Marta Vincenzi su Twitter riprende la proposta odierna del presidente Alessandro Repetto e, direttamente dal social network, commenta “Il Presidente Repetto dice che si può fare la città metropolitana in tempi rapidi, evviva!” e poi rilancia le sue “riflessioni su abolizione Province (nella fretta sulla tastiera è scappata una “i” di troppo) e città metropolitana” rilasciate alcuni giorni fa.

La città metropolitana consentirebbe innanzitutto un risparmio “in tempi di decisione e smaltimento delle pratiche per tutti gli aspetti legati all’urbanistica, ai lavori pubblici, agli interventi ambientali e idrogeologici – scrive Vincenzi sul sito del Comune – Anche i bacini del trasporto pubblico potrebbero essere rivisti e consentire una massa critica aziendale un po’ meno asfittica. I distretti socio-sanitari, l’organizzazione del ciclo dei rifiuti e dell’acqua, tutto avrebbe piu senso e sostenibilità economica”.

Però a differenza del presidente della Provincia, la sindaco non auspica la cancellazione dei Comuni. “Anzi, penso che se ne dovrebbero aggiungere nove, cioè gli attuali municipi del Comune di Genova. Penso piuttosto – aggiunge – che Provincia e Comune di Genova dovrebbero essere riassorbiti in un nuovo ente che prende il nome di Città metropolitana con competenze di coordinamento di area vasta, una forte capacità di interlocuzione con il Porto, le Ferrovie, le Autostrade, le multiutilities, la Regione e il Governo, come merita un’area urbana integrata”.

“Avendo la Regione Liguria già delineato i confini dell’area metropolitana, la decisione che non prevede la soppressione dei Comuni ma solo un riordino di competenze tra Comune capoluogo e Provincia, si potrebbe fare anche subito con legge regionale”.

Anche per il segretario provinciale Pd, Victor Rasetto, e per il vicesegretario regionale, Giovanni Lunardon, l’idea di Repetto “va senza dubbio nella giusta direzione e incontra non da oggi il favore e la condivisione piena del PD ligure e genovese”, ma per ovviare ai tempi ferraginosi e burocratici (oltre due anni) previsti dalla procedura ordinaria del Testo Unico degli Enti Locali, gli esponenti Pd ritengono che “l’unica vera alternativa stia nel meccanismo previsto dal disegno di modifica costituzionale presentato a giugno (in tempi non sospetti) in parlamento dal PD (primi firmatari Bersani e Franceschini) che prevede ‘la costituzione delle città metropolitane individuate con legge dello Stato (come è Genova) sia disposta con legge regionale, sentiti i comuni interessati, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, e comporti la soppressione delle province nel medesimo territorio su cui insistono le nuove città metropolitane e il trasferimento a queste ultime delle rispettive funzioni e del personale'”.