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Fondi Por, 1 mln di euro per efficientamento energetico: soddisfazione di Confartigianato

anna alfano confartigianato

Genova. “Incentivare le misure di efficientamento degli impianti significa stimolare le aziende a risparmiare sul proprio fabbisogno energetico. Il nostro è il Paese in cui il costo energetico è il più alto d’Europa e, quindi, gli interventi messi in campo dalla Regione per migliorare l’efficienza e promuovere l’uso razionale dell’energia hanno un valore strategico: permettono alle nostre imprese di colmare almeno in parte il gap con i concorrenti europei e restare, in questo modo, competitivi. Ciò porterà, di riflesso, a maggiori possibilità di lavoro per le imprese che operano nel settore delle installazioni delle rinnovabili”.

Questo il commento a caldo di Anna Alfano, presidente regionale Confartigianato Energie, sull’approvazione del bando sui fondi Por Asse 1.2.5 da parte della giunta regionale. La dotazione del bando è di un milione di euro con contributi in de minimis del 50% della spesa, anche retroattivamente, da un minimo di 7 mila euro a un massimo di 30 mila.

Il bando è dedicato alle imprese, anche di recente costituzione, che vogliono fare una diagnosi energetica per abbattere il costo dell’energia del proprio ciclo produttivo, macchinari e attrezzature, e del fabbricato.

“Nell’ottica della semplificazione dei carichi burocratici per le Mpi – dice Luca Falco membro della giunta di Confartigianato Liguria e presidente di Confartigianato Imperia– le domande possono essere presentate online dal 17 ottobre al 19 novembre, unitamente alla documentazione necessaria, ma ridotta all’essenziale. È un bando importante, che va incontro ai costi energetici troppo elevati, che le imprese pagano, e rivolto a qualunque Mpi voglia risparmiare sull’energia che impiega per lavorare”.

Negli ultimi dodici mesi, in Italia, le importazioni di energia sono state pari a 72,9 miliardi di euro, quasi il 5% del Pil. La crescita delle produzione da fonti rinnovabili e l’aumento dell’efficienza dei consumi ha l’effetto di ridurre la dipendenza energetica (rapporto tra saldo import export di energia e relativo consumo lordo), stimata in Italia all’85,4%, cioè il 30% in più rispetto alla media europea. Ricadute sull’ambiente e sulle imprese.