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Diaz, al via le riprese a Genova: “Film necessario per evitare il rischio rimozione”

Genova. “La storia contemporanea è la nostra storia: parte da qui il dovere di documentare di un regista”. Daniele Vicari, autore di film quali “Il passato è una terra straniera” e “Il mio paese”, presenta così l’inizio delle riprese di “Diaz”, dedicato ai sanguinosi eventi del G8 di Genova.

Il film è l’intreccio di 130 storie “che hanno incrociato le loro vite all’interno della scuola Diaz”, spiega Vicari. Un vero e proprio racconto corale, in cui la prima scena sarà costituità da immagini di repertorio che tutto il mondo ha visto, quelle dell’uccisione di Carlo Giuliani, il 20 luglio 2001.

“Negli ultimi mesi abbiamo incontrato decine e decine di persone che si trovavano all’interno della scuola”, continua Vicari, che ha condotto un lungo lavoro di ricerca e preparazione in tandem insieme al produttore Domenico Procacci. “Abbiamo parlato con molti manifestanti, ma anche con alcuni poliziotti: anche tra loro ho trovato una grande voglia di raccontarsi”.

“Diaz” è  anche un omaggio a Genova: “Bisogna essere consapevoli che Genova è una delle città che produce storia. E’ uno degli snodi politico-economici e sociali dell’Italia”, ha spiegato Vicari. “Non è un caso che dal dopoguerra a oggi siano successi qui alcuni degli eventi che hanno determinato la storia d’Italia, e uno di questi è proprio il G8”.

I problemi, forse, arriveranno il giorno della distribuzione del film. “Spero che l’Italia sia un paese maturo e  in grado di affrontare anche le cose più dure e crude della propria storia. Ovviamente Diaz non sarà un film accomodante, visto che racconta qualcosa che ha messo a dura prova la credibilità di alcune nostre istituzioni”.  “Nelle sale lo distribuiremo noi”, aggiunge Procacci, “per quel che riguarda la televisione invece non c’è stata ancora nessuna manifestazione di interesse a trasmettere il film”.

Sulle polemiche avanzate qualche giorno fa da un sindacato di polizia invece Vicari minimizza: “La libertà di critica vale per il Coisp ma vale anche per noi. Oltretutto che un piccolo sindacato di polizia abbia avanzato delle critiche non vuole dire che la polizia intera sia contro il film”.

L’obiettivo finale è quello di contrastare una sorta di “processo di rimozione” che appare ormai evidente: “Forse, se soli due mesi dopo i fatti della Diaz non ci fosse stato l’attacco alle Twin Towers, l’evento avrebbe avuto un altro impatto mediatico, e non si sarebbe dimenticato così in fretta”, ammette Procacci. Ma “quel che è certo”, aggiunge Daniele Vicari, è che “la rimozione, un meccanismo molto in voga nel nostro Paese, non riguarda solo le istituzioni, ma fa parte anche di chi quelle violenze le ha subite da parte della polizia. Ora tutto questo sta diventando un film”.

La presentazione di “Diaz” è stata anche l’occasione per annunciare il completamento della struttura Cineporto da parte della Genova Film Commission: “Una struttura di accoglienza e di servizio per tutti i generi di produzioni audiovisive”, ha detto il Presidente Andrea Rocco. “Un vero e proprio arricchimento per la nostra città”.