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Cronaca

Costringevano donne a prostituirsi sotto minaccia di morte: sgominato racket

Prostituzione stradale

Sampierdarena. La squadra mobile di Genova ha messo definitivamente fine a uno spietato racket della prostituzione che, sotto minaccia di morte, induceva giovani donne, anche minorenni, a vendere il proprio corpo lungo le strade del capoluogo ligure. In carcere sono finite tre persone, un albanese e due romeni di origini rom. Si tratta del pregiudicato 29enne Amir Bjri, detto Jimmy, del 38enne pregiudicato Nicolae Ispir, detto Gilor e di Iona Ida Marin, detta Alina, 20enne incensurata.

Il provvedimento restrittivo, emesso dal Gip su richiesta della Procura genovese, ha pienamente accolto le risultanze investigative prodotte dalla squadra mobile nel corso di un’attività di indagine protrattasi per svariati mesi, da dicembre 2010 allo scorso luglio. I riscontri probatori sono stati acquisiti principalmente sulla base di controlli del territorio, effettuatu dalla sezione criminalità straniera, nel quartiere di Sampierdarena.

Proprio in quella zona, infatti, gli arrestati svolgevano la loro attività criminale e d esercitavano, oltre che lo sfruttamento di donne appositamente reclutate in Romania, l’illegittima concessione di “postazioni di lavoro” di cui si dichiaravano titolari e per la cui occupazione pretendevano la corresponsione di somme variabili tra 1000 e 700 euro mensili.

Nel corso delle attività investigative, tra le vittime è stata riconosciuta anche una ragazza minorenne, che era stata venduta all’organizzazione dal proprio marito, tuttora in Romania.