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Cronaca

Comune di Genova, nuovo bando per il censimento: sì agli extra-Ue

tursi

Genova. Sembra essersi risolta la vicenda di Domenica Chanchano Warthon, cittadina peruviana e il marocchino Rachid Khay, di concerto con l’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), che avevano presentato un ricorso contro il Comune di Genva per l’esclusione dai bandi di selezione per il censimento generale in quanto extracomunitari.

Il Comune di Genova ha infatti annunciato di avere modificato il bando (a Genova dal 9 ottobre al 20 di novembre): come era accaduto a Milano, Torino e Venezia infatti, i cittadini extracomunitari si erano trovati esclusi dal bando che si rivolgeva ai “cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione Europea”.

“Non si possono certo incolpare i nostri uffici – aveva detto il sindaco Marta Vincenzi – che hanno applicato alla lettera la legge. A livello politico, non possiamo che essere d’accordo con i due cittadini, è necessario cambiare le norme. Se esistono regolamenti che limitano i diritti dei cittadini di nascita non comunitaria, vanno scovati ed eliminati”.

“È una lotta, questa, che si allaccia in maniera forte al diritto di voto agli immigrati, tema che porterò al prossimo incontro Anci a Brindisi, in ottobre, e che già era stato al centro di una nostra campagna (poi respinta dal governo) tre anni fa”

“Il ricorso è stato presentato verso i bandi di Milano e Genova, ma tutti i grandi comuni hanno applicato la stessa tipologia di selezione”, ha spiegato Maria Pia Verdona, direttore della Statistica del Comune di Genova e firmataria del bando rinnovato. “Nel caso genovese, il concorso è stato lanciato per supplire alla mancanza di personale interno (dopo la diramazione del bando interno, hanno aderito 280 persone a fronte delle 350 che rappresentano il numero previsto per lo svolgimento del Censimento, ndr)”.

In realtà, a fine luglio, l’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-Discriminazione Razziale) aveva già espresso un parere sulla questione, ma, prosegue Verdona, “si era ben guardato dal diffonderlo presso i comuni. Noi ne siamo venuti a conoscenza in sede legale, poiché ci è stato inoltrato su richiesta dell’ASGI: l’UNAR sostiene che sia illegittima l’esclusione dei cittadini extracomunitari da cariche che non contemplino pubblici poteri di interesse nazionale. Si fa riferimento alla Convenzione Oil del 1975, ratificata con la legge 158 dell’81, con la quale si tutela il godimento dei diritti civili degli stranieri, che devono essere pari a quelli degli italiani”.

Un nuovo bando, quindi, che è stato prorogato fino al 6 di settembre (le domande presentate nell’ambito del vecchio bando rimangono valide e possono peraltro essere aggiornate qualora sia sopravvenuto un implemento curricolare) in cui si legge:

“Per l’ammissione alla selezione è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:

Requisiti generali:

– età non inferiore ad anni 18 e non superiore a quella prevista dalle norme vigenti per il collocamento a riposo;
– essere cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione Europea.;

oppure

– essere cittadini non comunitari con legame parentale riconosciuto con cittadino UE residente in Italia (ai sensi dell’art. 2 del Dlgs 30/2007 per familiare si intende: 1) il coniuge; 2) il partner che abbia contratto con il cittadino dell’Unione un’unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l’unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante; 3) i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge o partner di cui alla lettera b); 4) gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge o partner di cui alla lettera b);

oppure

–    essere titolari dello status di rifugiato (ex art. 25, comma 2 del Dlgs. 251/2007);

oppure

– essere cittadini stranieri in regola con la vigente normativa sul soggiorno in Italia;

(I cittadini stranieri devono avere adeguata conoscenza della lingua italiana e devono essere in possesso di tutti gli altri requisiti previsti per i cittadini italiani);
– godimento dei diritti civili e politici;
– idoneità psico-fisica alle attività da svolgere;
– non avere riportato condanne penali, né avere procedimenti penali in corso che impediscano, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia, la costituzione di un rapporto di impiego con la Pubblica Amministrazione;
– non essere stati licenziati o destituiti dall’impiego presso una pubblica amministrazione, o dichiarati decaduti nonché dispensati dall’impiego per persistente insufficiente rendimento”.