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Chiusura Consorzi e Comunità Montane, Stefano Chiesa: “Spesso la fretta è cattiva consigliera”

Levante. Facendo riferimento all’interrogazione presentata nei giorni scorsi in Regione dalla consigliera di maggioranza Idv Maruska Piredda, con la quale ha chiesto chiarimenti sul percorso avviato con la chiusura delle Comunità Montane della Liguria dal 1° maggio 2011, Stefano Chiesa, ex presidente dei Consorzi Tigullio e Golfo Paradiso, fa alcune riflessioni.

“Prendendo spunto dall’ ‘azzeccata’ richiesta e delucidazione ad ampio spettro della consigliera Piredda, a mio modo di valutare, e vista l’oggettiva risposta sul costo reale del personale trasferito dopo chiusure, dell’assessore Regionale Barbagallo, non posso far altro che intuire che forse l’eccessiva fretta, che di fatto ha in parte stravolto l’intero sistema ‘Agricoltura e Antincendio Boschivo’ ligure, non è stata probabilmente buona consigliera”, spiega Chiesa.

“I costi complessivi per la gestione delle due deleghe, sempre a mio avviso, non saranno abbassati di molto, con lo svantaggio di aver perso per lo meno in parte il fondamentale legame con il territorio per la gestione di questo tipo di attività. Inoltre, visto che i Consorzi e anche le Comunità Montane gestivano al meglio le deleghe, e se mi è concesso in maniera ottimale il Sistema Antincendio Boschivo, facendo davvero miracoli dal punto di vista economico, ho la vaga impressione che riuscire a individuare chi possa fare altrettanto stia diventando un arduo compito – conclude Chiesa – Mi permetto di aggiungere che probabilmente era oramai doveroso razionalizzare le risorse, forse anche con qualche piccolo accorpamento o altri provvedimenti di ottimizzazione, ma non di certo spazzare letteralmente via un sistema ben collaudato da oltre trent’anni sul territorio ligure, fatto di personale dedicato, di duro volontariato da seguire costantemente e meritevole di questo e di qualità costi/benefici ottimo”.