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Cronaca

Caro carburante, impennata dei prezzi: la forte preoccupazione di Aci Genova

benzina

Genova. Le amare constatazioni sul prezzo del carburante al momento del pieno per chi è andato in ferie in questo ultimo mese utilizzando l’auto, ha trovato al suo rientro, nella manovra di agosto approvata ed in sede di conversione, motivo di ulteriore grave preoccupazione per il già difficile equilibrio del bilancio famigliare .

Alcuni aggravi sono già avvenuti nel corso degli ultimi mesi con gli aumenti delle accise sul carburante: uno è servito a finanziare il Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), uno a coprire gli oneri derivanti dallo stato di emergenza determinati dall’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa; ed infine ultimo aumento per finanziare “cinema e teatri”. Tutti con conseguente aumento del carico IVA.

Secondo l’annuario statistico dell’ACI, anche i pedaggi autostradali sono incrementati di ben 7,7 punti percentuali, e le assicurazioni registrano un incremento medio che supera il 5% per quanto concerne il costo di una assicurazione RC auto. Senza dimenticare che il costo del parcheggio a Genova ha raggiunto il livello più elevato d’ Italia.

Con la manovra di Ferragosto, per chi vorrà cambiare un auto, è già in arrivo una nuova stangata, è il nuovo gravame derivante dalla I.P.T. (Imposta Provinciale di Trascrizione), unico balzello di questo tipo in Europa, in modo da renderlo proporzionale alla potenza del veicolo, un salasso che colpirà tutti i tipi di transazione.

Per fare un esempio pratico: per una auto di media cilindrata il rincaro sarà attorno ai 70 €, per una auto con 85 kw l’aumento sarà di 110 euro circa , ma per un SUV di grossa cilindrata l’aumento potrà anche superare i 500 euro, quindi con rincari che andranno da un minimo dell’ 50 % fino a raggiungere il 200 % per le vetture di media potenza sui 70/80 kw .

“Ma il grido di allarme non si ferma qui, perché ultimo ma certamente il più incomprensibile, è il metodo che si adotta per fissare il prezzo della benzina al distributore in relazione al prezzo del petrolio all’origine, perché al calo del prezzo del petrolio dell’ultimo mese (quotato tra gli 81 e gli 85 dollari/barile), non ha fatto riscontro un parallelo minor prezzo praticato dal distributore che, per la verde, continua ad oscillare attorno a 1,60 euro – spiega l’Aci Genova in una nota – Si deve purtroppo constatare che abitualmente quando il prezzo del greggio aumenta di valore la correzione al consumo è immediata, ma quando invece perde valore la riduzione del prezzo della benzina alla pompa avviene con molto ritardo, se avviene e quando avviene, non è in uguale misura”.

“E’ ovvio pensare che i profitti di questi super margini vadano alle aziende petrolifere che, in questo momento di generale austerity dovrebbero dimostrarsi sensibili a mantenere le quotazioni aderenti alle mutate condizioni di mercato, ed evitare aggravi sull’economia delle famiglie e sui costi delle merci trasportate con ricadute sull’intero sistema dei prezzi – si legge ancora nella nota – Il generale carico a danno del mondo dell’auto aumenta e merita forte attenzione da parte di chi assume queste decisioni, perché vengano poste in essere tutte le verifiche necessarie onde evitare anche effetti speculativi che possono produrre risvolti negativi anche a livello industriale e commerciale in un settore impegnato in una riorganizzazione a livello mondiale”.