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Cronaca

Carcere, Martinelli (Sappe): “Situazione al collasso, il Governo trovi soluzioni”

carcere

Genova. “Gli istituti di pena liguri sono al collasso”. Questo è il primo dato che emerge da una nota di Roberto Martinelli, commissario straordinario del Sappe, dopo la visita di Ferragosto nel carcere di Marassi del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Nel 2010, scrive Martinelli riferendosi alla condizione delle carceri liguri, “23 detenuti hanno tentato il suicidio, 220 hanno compiuto atti di autolesionismo, 61 hanno posto in essere i ferimenti: 2 sono stati i suicidi e 5 le morti per cause naturali.

Quasi 1.500, infine, sono stati i detenuti coinvolti in manifestazioni su sovraffollamento e condizioni di vita interne, proteste che si sono concretizzate in scioperi della fame, rifiuto del vitto e soprattutto nella percussione dei cancelli e delle inferriate delle celle. “Nelle Case Rosse di piazzale Marassi l’anno scorso si sono registrati tra i detenuti 6 tentativi di suicidio, 3 decessi per casi naturali, 111 episodi di autolesionismo: 30 detenuti si sono feriti, 93 hanno fatto lo sciopero della fame, 17 hanno rifiutato la somministrazione delle terapie mediche e in 82 casi sono stati registrati danneggiamenti di beni in uso ai detenuti e 2 mancati rientri dalla semilibertà o da permessi premio”, scrive Martinelli.

Non migliore la condizione a Pontedecimo: 39 sono stati gli episodi di autolesionismo, un detenuto è morto suicida, 5 i tentativi di suicidio, 10 gli scioperi della fame e 5 i danneggiamenti. A fronte di tutto questo, si legge ancora nella nota Martinelli, “l’organico della Polizia penitenziaria nei 7 penitenziari della Liguria dovrebbe contare 1.264 unità: in realtà, ce ne sono 850”.

“Il sovraffollamento degli istituti di pena è una realtà che umilia l’Italia rispetto al resto dell’Europa”. Martinelli fa propria “l’impietosa osservazione fatta nei giorni scorsi dal Presidente Giorgio Napolitano, che ha sottolineato con forza come ciò sia dovuto al peso gravemente negativo di oscillanti e incerte scelte politiche e legislative, tra tendenziali depenalizzazione e depeninteziarizzazione e ciclica ripenalizzazione, con un crescente ricorso alla custodia cautelare, abnorme estensione della carcerazione preventiva”.

“E’ grave – conclude Martinelli – che la classe politica, dopo aver visitato in massa le carceri non sia ancora stata in grado di trovare soluzioni politiche e amministrative al tracollo del sistema penitenziario italiano come invece trovò nel 2006 con la fallimentare legge dell’indulto. Rinnoviamo allora oggi ai tanti rappresentanti dei cittadini, in particolare a quelli che in occasione di Ferragosto si sono recati in carcere, l’invito e il monito a non sottovalutare la portata storica del loro gesto riducendolo ad un gesto di mera passerella mediatica”.