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Cronaca

Carcere, Frongia (Lisiapp): “L’amnistia non risolve il problema”

cella carcere

“Servono interventi strutturali su edifici, depenalizzazione dei reati minori, e potenziare la polizia penitenziaria. Un’amnistia non risolverebbe l’emergenza del sovraffollamento degli istituti di pena”, se ne è detto convinto il segretario generale aggiunto del Lisiapp il Libero Sindacato Appartenenti alla Polizia Penitenziaria a margine delle iniziative di ferragosto.

“Un’amnistia – ha osservato Frongia – non risolve il problema perché è una misura congiunturale, come l’indulto, a distanza di qualche anno ci si ritrova nella situazione precedente”.Secondo l’esponente numero due del sindacato della polizia penitenziaria “servono interventi strutturali, come la costruzione di nuove carceri, l’ammodernamento di quelli esistenti, il potenziamento del corpo di polizia penitenziaria con il maggior coinvolgimento nei servizi di controllo esterni come per gli arresti domiciliari oppure sui luoghi di lavoro per i semiliberi, tutto ciò per diminuire la popolazione carceraria, e ancora, accordi bilaterali per far scontare all’estero nei paesi di origine le pene ai detenuti stranieri”.

“È noto – prosegue la Frongia- che la permanenza media nelle carceri italiane è inferiore ad una settimana. Il sovraffollamento riguarda soprattutto i reclusi in attesa di giudizio, che finiscono in celle ristrette assieme a quella popolazione di criminalità abituale che entra ed esce di continuo dalle nostre carceri. Limitare la reclusione in attesa di giudizio, accelerare i processi, allargare i ruoli e le competenze del giudice monocratico, una maggiore sintonia tra polizia penitenziaria e magistratura, potrebbero migliorare la situazione delle strutture detentive. In attesa che per il piano carceri entrino in scena le betoniere”.

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