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Autunno nero per il lavoro, De Luise: “Rilancio economico o non si recupera”

Patrizia De Luise

Liguria. “Non si vedono spiragli. Il problema è l’incertezza forte che si respira in ogni settore produttivo e sociale. E se le famiglie non hanno ossigeno, i costumi ristagnano e si innesca quel circolo vizioso che preoccupa tutti”. Patrizia De Luise, presidente regionale Confesercenti commenta così i dati della nuova indagine congiunturale effettuata dal Centro studi di Unioncamere.

Secondo il rapporto l’autunno alle porte sarà nero: industria, commercio e servizi fermi al palo. Inoltre un altro segnale in chiaro-scuro è dato dalle previsioni le previsioni relative all’occupazione dipendente per il 2011 vedono un rallentamento della flessione occupazionale rispetto allo scorso anno. Il saldo totale resta purtroppo ancora negativo con quasi 88mila unità, di cui 19 mila i posti di lavori persi nel Nord Ovest per un calo dell’occupazione dipendente dello 0,7%.

“Varare una manovra che contenga il debito pubblico è necessario – ribadisce De Luise – ma non stringendo in una morsa letale cittadini e imprese. Come in una famiglia bisogna diminuire gli sprechi partendo dai conti interni, quindi dalla spesa pubblica, efficientando la macchina. Allo stesso tempo, però – è il monito della presidente Confesercenti, che con Rete Imprese era presente al tavolo di confronto con il Governo sulla manovra anticrisi – è assolutamente necessario rilanciare l’economia, gli investimenti e attraendo nuovi investitori. Non si può pensare di risolvere i problemi deprimendo la capacità di spesa e inasprendo le imposizioni fiscali per cittadini e aziende”.

Più in dettaglio, tutti i comparti del manifatturiero prevedono flessioni occupazionali a fine anno. Le contrazioni maggiori si rilevano nel legno e mobile, mentre più contenute sono le perdite nella chimica (-0,3%) e nella meccanica (-0,5%). Decisamente più consistente, invece, la riduzione dei dipendenti che verrà effettuata dalle imprese delle costruzioni (quasi 29mila gli occupati in meno, pari al -2,5%).

Nei servizi, l’unico settore che arriva a perdere un punto percentuale di occupati alle dipendenze dovrebbe essere quello degli Alberghi, ristoranti e servizi turistici, mentre i tassi di variazione degli altri comparti sono compresi tra il -0,7% degli altri servizi alle imprese e alle persone e il -0,2% dei servizi alle persone e del commercio al dettaglio. Nota finalmente positiva viene però dai Servizi avanzati, ambito nel quale le imprese prevedono di incrementare di circa 1.500 unità i propri dipendenti, con un tasso di crescita, quindi, dello 0,4%.

Come lo scorso anno, anche il 2011 vede una più diffusa riduzione del personale dipendente tra le imprese di più piccola dimensione: saranno, infatti, 41mila i posti in meno nelle imprese fino a 9 dipendenti. Le contrazioni dovrebbero essere meno incisive al crescere della dimensione d’impresa, fino ad arrivare a circa 7.600 unità in meno per le società con oltre 250 dipendenti.

“Sono tutti posti difficili da recuperare – conclude De Luise – se non c’è rilancio lo stato di stallo non solo continuerà ma rischieremo di andare ancora più giù, a ‘picco’”.