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Abolizione Province, da Imperia e Savona: “No alla fusione con Genova, territorio totalmente diverso”

Dallo sconcerto deglutito con amarezza all’improvvisa reazione. Il turbinio di conseguenze di fronte ai tagli delle Province, quelle sotto i 300 mila abitanti o con una superficie sotto i 3 mila chilometri quadrati per la manovra “lacrime e sangue”, ha indotto i titolari di alcuni enti amministrativi di Savona e Imperia a fare un passo cruciale. E chiedere l’accorpamento con la Provincia di Cuneo, attualmente presieduta da Gianna Gancia, previa consultazione dei cittadini. Per concretizzare il progetto di una Provincia delle Alpi marittime, con quella che appare come la benedizione dell’ex ministro Scajola.

Un apposito documento è stato condiviso dal presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza, dal sindaco di Loano, Luigi Pignocca, dal sindaco di Finale Ligure, Flaminio Richeri, e per l’altro versante ponentino dal sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, dal sindaco di Imperia, Paolo Strescino, e dal sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino.
“Dopo aver analizzato in maniera approfondita tutti gli aspetti della manovra finanziaria dobbiamo dire che siamo profondamente delusi dal fatto che, ancora una volta, il bilancio dello Stato si pareggi sacrificando le amministrazioni locali di questo paese – si legge nel documento – La manovra comporta sacrifici enormi, vengono prelevati soldi e risorse ai cittadini e non viene risolto alcun problema, poiché i deficit profondi e strutturali del paese rimangono. Solo apparentemente vengono appianati alcuni debiti, ma non è con tagli sconsiderati e senza possibilità di appello che si risolvono i gravi problemi dell’Italia”.

“Comuni e Province sono gli enti che per primi si confrontano con i cittadini, ne ascoltano le esigenze e cercano di dare loro risposte; sono gli enti che vivono profondamente il territorio, cercano di valorizzarne le potenzialità e risolverne le problematiche da vicino, ogni giorno – prosegue il testo condiviso – Comprendiamo che la crisi economica costringe a grandi sacrifici e noi quest’anno, come amministratori locali, ne abbiamo compiuti già moltissimi, ma se le cose devono cambiare in modo così drastico desideriamo che siano i cittadini, gli stessi cittadini che si rivolgono ogni giorno a noi, a decidere: noi vogliamo quindi che le comunità imperiesi e savonesi possano esprimersi democraticamente sul loro futuro”.

Quindi, il focus sul problema: “Se il Governo ha deciso lo scioglimento delle province di Savona e Imperia perchè è obbligatoria la fusione con Genova? Genova è un territorio a noi totalmente diverso sotto tutti gli aspetti, da quello economico a quello storico a quello turistico, con esigenze e bisogni completamente differenti dai nostri. Come amministratori locali chiediamo quindi che la gente possa esprimersi sulla possibilità di una fusione tra Imperia Savona e Cuneo. Quest’ultima è sì provincia di un’altra Regione, ma molto più simile a noi, come dimostrano le numerose attività comuni che ad essa ci legano e che vanno dai trasporti, al turismo, all’economia. Chiediamo quindi un Referendum per i nostri cittadini e chiediamo che l’esito di questa consultazione sia rispettato dal Governo”.

“In questa nuova ottica è possibile anche la valutazione di un ampliamento della nostra regione alla Costa Azzurra poiché è territorio italiano e ligure da sempre ed è con noi contiguo e omogeneo. L’ipotesi sarebbe quella quindi di realizzare una macro struttura, una Provincia delle Alpi marittime, che da sempre è il nostro sogno, e che possa abbracciare, oltre a Cuneo, anche i territori della Costa Azzurra a noi così vicini”.

“Questa manovra economica toglie senza dare – commenta in particolare Vaccarezza – Mette le mani in tasca alla gente e fin troppo chiaramente si evince che solo qualcuno è stato tutelato… Noi non chiediamo specifiche tutele ma chiediamo libertà di scelta. Vogliamo essere padroni del nostro destino e soprattutto lo devono essere i nostri cittadini, ciò è possibile solo attraverso un referendum che li coinvolga direttamente. Oltre che con la Provincia di Imperia, la Provincia di Savona ha un forte legame con la Provincia di Cuneo, tantissime sono le iniziative condivise e le politiche comuni e con il presidente Gianna Gancia abbiamo sempre lavorato con grande armonia e comunione di intenti per il bene dei nostri territori, perciò il progetto che abbiamo in mente è realizzabile e già condiviso tra i nostri enti”.

“Permettetemi infine di dire – conclude il titolare di Palazzo Nervi – che in questa manovra l’assenza di un ministro come Claudio Scajola si è sentita moltissimo, non perché lui sia ligure e ci avrebbe in qualche modo ‘protetti’, ma soprattutto perché è un uomo di buon senso e, se fosse stato lui ministro, alcune scelte puramente ‘di cassa’ fatte da questa manovra non le avremmo subite”.