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Cronaca

A settembre 12 treni in meno, i pendolari: “Che senso ha investire sulle grandi opere?”

treno vivalto

Genova. Ben 12 treni metropolitani a settembre non torneranno più. “Ci avevano detto che la soppressione sarebbe stata limitata ad agosto, ed invece, ecco l’amara sorpresa – dichiara Sonia Zarino, portavoce dei Pendolari Liguri – Davvero un triste rientro per le migliaia di pendolari che non troveranno più il loro mezzo di trasporto e dovranno ingegnarsi una volta di più per recarsi in tempo al lavoro o a scuola”.

Se sommiamo a questo taglio anche quello previsto al servizio Amt, la situazione diventa ancora più preoccupante. “Il rischio è che i tempi di percorrenza si allunghino a dismisura, così come i disagi dovuti al sovraffollamento dei mezzi rimasti, che verranno presi d’assalto dai pendolari. Risultato: viaggi più lunghi e più scomodi, stress e sempre più tempo sottratto alla propria vita e alle proprie famiglie”, continua Zarino.

Motivo addotto per i tagli è, come al solito, la mancanza di fondi. “Considerato che si tratta dei ‘soliti’ 50 milioni di mancati trasferimenti, ci sembra francamente che tale motivazione stia iniziando a mostrare la corda e non risulti affatto convincente – dice Zarino – Mesi fa dicevamo che l’impressione che si ha della gestione del trasporto pubblico è quello di una navigazione a vista, senza una rotta certa, in balia delle correnti e dei venti che spingono la barca sempre più vicino agli scogli. Oggi purtroppo dobbiamo confermare in toto quella impressione: non c’è alcuna regia credibile, i tagli si susseguono e non viene prospettata alcuna concreta soluzione per invertire questa rotta che porta al dissolvimento del trasporto pubblico”.

“E tutto questo mentre proseguono i lavori per il nuovo Nodo ferroviario di Genova: e a cosa servirà aumentare la capienza dei binari, se poi ci correranno meno treni di quelli attuali? – precisa la portavoce – Provocatoriamente dico: meglio allora tenersi i soldi per fare andare, almeno, i treni attuali. Altrimenti finirà come per il passante milanese, attualmente ancora ampiamente sottoutilizzato dopo anni e anni di lavori e di miliardi pubblici spesi per la gioia dei tanti affaristi che ruotano intorno al mondo degli appalti di Stato”.

Secondo i pendolari della Liguria è davvero giunto il momento di ripensare il sistema della mobilità partendo dalle reali esigenze dei cittadini, mettendo a sistema le risorse e le diverse aziende in un’ottica di integrazione a livello regionale. “Noi lo diciamo da anni, ma nulla è stato fatto sino ad oggi. Lo chiediamo ancora, con forza, prima che sia troppo tardi”, conclude Zarino.

Sono forti le critiche dei pendolari del blog Genovamilanonewsletter nei confronti delle scelte regionali. “La Regione ormai non avvisa nemmeno più preventivamente gli utenti dei treni che cancellerà, invia solo comunicati ai giornali. Che senso ha spendere 622 milioni di euro per il nodo di Genova (opera progettata per far circolare centinaia di treni/giorno in più nell’area metropolitana genovese) se non si hanno nemmeno i soldi per mantenere i pochi di oggi? Che senso ha investire cifre enormi nel terzo valico se non si hanno più risorse per garantire una mobilità minima a chi usa il treno per lavoro o per studio? I pendolari ligure chiedono risorse per continuare a viaggiare, non spesa pubblica per cattedrali nel deserto e binari desolatamente vuoti”, si legge in una nota.