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Torriglia, uccise il patrigno e picchiò a sangue la madre: il pm chiede assoluzione

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Genova. Marco Ferrera, il 35enne che lo scorso aprile ha prima ucciso il convivente della madre, accoltellandolo con dieci colpi, e poi ha massacrato di botte la donna nella loro casa di Torriglia, è detenuto nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino.

Il pm ha chiesto per Ferrera, che è anche imputato di lesioni per aver picchiato selvaggiamente la madre, l’assoluzione dall’accusa di omicidio volontario, perché non imputabile. Secondo il medico legale, Ferrera, al momento del fatto, soffriva di un disturbo bipolare della personalità che lo ha reso incapace di intendere e di volere.

Il legale della parte civile, per i figli e l’ex moglie di Gianelli, ha chiesto invece la condanna di Ferrera per tutti i reati perché, secondo la perizia di Cesare Liffredo di Torino, al momento del fatto Ferrera era parzialmente incapace di intendere e di volere. Il processo, con rito abbreviato, a suo carico è stato rinviato al 20 settembre, giorno in cui sarà pronunciata la sentenza.