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Cronaca

Ticket sui codici verdi, l’assessore Montaldo: “E’ ragionevole parlarne”

Claudio Montaldo

Regione. La mannaia continua a minacciare il sistema sanitario regionale, nonostante la grande tirata di cinghia, mentre prende corpo l’ipotesi del ticket anche sui codici verdi, un gravame sui pazienti definiti poco gravi ma giustificati che costituiscono oltre il 60% degli accessi. L’assessore ligure alla salute Claudio Montaldo non si sbilancia, ma è possibilista: “E’ ragionevole che se ne parli – afferma – Per ora abbiamo dato attuazione alla legge del governo. Se queste misure non saranno in grado di garantirci la continuità dei servizi dovremo prendere in considerazione altre forme di entrata, e disponiamo solo di ticket e tasse”.

L’applicazione dei 10 euro alle prestazioni diagnostiche, così come prevede la manovra licenziata dal governo, e i 25 euro sui codici bianchi sono stati maldigeriti, ovviamente, dall’utenza. “Anche noi abbiamo criticato duramente questo provvedimento, perché così si soffoca la sanità pubblica – dice Montaldo – Ma non potevamo fare altrimenti o come altre Regioni, non solo perché il bilancio della sanità non ha fondi ma non ha neppure quello della Regione. Chi se la prende con le Regioni non ha ancora capito cosa sta accadendo in Italia: in Liguria siamo partiti con 200 milioni di euro in meno per il comparto sanitario. Qualsiasi euro è indispensabile”.

Si fa insistente la voce dell’introduzione del ticket sui codici verdi ai pronto soccorso. “Si fa bene a parlarne – sottolinea l’assessore – Intanto si deve fare l’elenco dei servizi che andranno a chiudere. Oggi abbiamo fatto una discussione molto vivace sulla chiusura della centrale operativa del Tigullio, ma gli stessi telefonisti possono benissimo rispondere da Genova, con un risparmio importante. Non si può continuare a difendere tutto indistintamente”.

Prosegue Montaldo: “Sto lavorando su tutto ciò che non è assistenza. Se fosse diveramente, allora sì che sarebbero evidenti i tagli che per sei anni non ci sono mai stati. Abbiamo centrato tre aspetti: eliminazione di ospedali inutili, razionalizzazione delle spese, livelli di assistenza mantenuti dappertutto sorprattutto per quanto riguarda l’emergenza. Oggi – conclude – con le previsioni del governo rischiamo di andare sotto”.