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Terzo Valico, No Gronda: “In piazza per difendere i beni comuni”

Genova. Domani mattina gli industriali scenderanno in piazza per chiedere che si realizzi il Terzo Valico, ma il comitato No Gronda è pronto a contromanifestare.

“I referendum appena conclusi hanno però mostrato che i cittadini italiani non tollerano questo sfruttamento. Per questo motivo domani saremo in città per ricordare che il terzo valico: è un’opera inutile, perché non giustificata da ragionevoli previsioni di traffico merci e passeggeri; ha un costo insostenibile, tutto a debito della spesa pubblica e proiettato sulle generazioni future, erodendo ulteriormente risorse dedicabili a scuola, sanità, pensioni e stato sociale”, dichiarano.

“L’esercizio di questa nuova linea sarà sempre passivo, non potrà ripagare l’investimento (e neppure le spese correnti), sarà un debito crescente negli anni che graverà sulle generazioni future; favorirebbe la crescita dell’intreccio perverso partiti-imprenditori-mafie (documentato da indagini della dda): un cancro nel nostro Paese, che le grandi opere alimentano e comprometterebbe l’ambiente e la salute dei cittadini in modo irreversibile, a causa dell’impatto devastante sul territorio attraversato – continuano i No Gronda – Perché realizzare un’opera che permetterà ad un container di arrivare una-due ore prima, quando poi, lo stesso container, resta fermo 10 giorni in porto per pratiche doganali burocratiche? È per questo che riteniamo il Terzo Valico un’opera costosissima (oltre 6 miliardi di euro) e sostituibile dagli ammodernamenti delle reti esistenti che da anni chiediamo invano. Questi interventi avrebbero potuto, già adesso, consentirci di andare a Milano in un’ora e di poter movimentare 6 milioni di TEU”.

“La nostra continuerà ad essere una protesta pacifica, ma anche assolutamente determinata nel portare avanti le nostre ragioni”, concludono.