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Cronaca

Tagli al Tpl, pendolari: “Il Governo ha gravi colpe, ma la Regione deve pensare a mobilità sostenibile”

pendolari

Genova. “Dopo i primi tagli a diversi treni nel dicembre 2010, i consistenti aumenti tariffari decisi per AMT dal Comune di Genova, l’aumento delle tariffe ferroviarie regionali fra il 15 e il 25%, il taglio a febbraio di ben 69 treni da parte della Regione, i tagli di ATP, i successivi ulteriori tagli a partire da giugno al servizio ferroviario ed al servizio AMT, si apprende ufficialmente dalla regione che a partire da agosto altri ulteriori consistenti tagli – ben 53 treni – verranno effettuati al servizio ferroviario, di cui alcuni solo per il mese di agosto, altri definitivi”. I pendolari del blog Genovamilanonewsletter sono sempre più preoccupati.

“La Regione Liguria attribuisce la colpa di tutto ciò al mancato arrivo di quei famosi 50 milioni che dovevano ritornare dallo stato per il trasporto pubblico – spiegano – Ma le notizie più volte apprese attraverso gli organi di informazione lasciano supporre che l’intendimento della Giunta regionale sia in ogni caso quello di non destinare la quota parte che spetterebbe di diritto ai trasporti (si parla di 20 milioni) ai trasporti stessi. Se così fosse, le responsabilità delle Regione non sarebbero minori di quelle del Governo. Noi non possiamo che ribadire ancora una volta che quelle risorse sono destinate dallo Stato per il trasporto pubblico ed al trasporto pubblico debbano andare. Non possiamo che ribadire che il trasporto pubblico è una priorità per la Liguria e ci chiediamo perché la Regione sembri non comprendere questo”.

I pendolari sottolineano che la Liguria è una delle regioni che spende meno in rapporto al bilancio per il TPL, nonostante vi sia un grande numero di utilizzatori. “Le ristrettezze del territorio dovrebbero indurre a scelte di investimenti che favoriscano il trasporto pubblico, perché ha un impatto minore sul territorio, è complessivamente più economico per i cittadini, ha un’incidenza enormemente più bassa del trasporto privato motorizzato nella produzione di gas serra, e comporta costi sociali e sanitari molto minori del trasporto privato. Il trasporto pubblico è un elemento essenziale dell’economia! Ma negli ultimi anni la regione ha ridotto ulteriormente le risorse per il TPL – continuano – Eppure esistono esempi di altre regioni che fanno politiche differenti: in Lombardia, pur a fronte di aumenti tariffari inferiori a quelli liguri , il servizio ferroviario è stato incrementato”.

“Gli aumenti tariffari e la riduzione di servizio non sono mai stati accompagnati da una seria riorganizzazione generale del servizio di trasporto pubblico. Si sono ad esempio tagliati treni senza riorganizzare l’offerta nel suo complesso (non solo treni ma anche bus) in modo da attenuare i disagi – dicono – E purtroppo, ancora una volta, come già successo a febbraio, i tagli al servizio ferroviario sono avvenuti senza alcuna condivisione né confronto con le associazioni degli utenti, giustificando questa volta il tutto con poco plausibili ragioni d’urgenza”.

“Stiamo aspettando da mesi un confronto con il presidente della regione per affrontare il problema dei trasporti. Se in prima istanza ci aspettiamo di avere finalmente riscontro dal presidente, in seconda battuta chiederemo la convocazione di un Consiglio Straordinario sul trasporto pubblico. Riteniamo che la Regione debba capire che, scelte sbagliate del Governo o meno, è necessario un cambiamento delle politiche degli investimenti e della pianificazione del trasporto pubblico in Liguria”.