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Sicurezza Entella, Provincia: sì alle opere della foce

Provincia. Dopo un’ampia discussione consiliare protrattasi per due sedute quasi intere (quella del 29 giugno e quella di oggi) il consiglio provinciale ha bocciato la mozione del centrodestra, con primo firmatario Mario Maggi, che chiedeva sostanzialmente uno stop al progetto della diga alla foce dell’Entella, maxi-opera di mitigazione del rischio piene da 9,1 milioni di euro, già interamente finanziata dalla Regione e dal governo, che la Provincia ha progettato e che intende realizzare in tempi rapidi.

Le motivazioni con cui la maggioranza, con 22 voti contrari a cui si sono opposti 9 voti favorevoli dell’opposizione, ha respinto la mozione, manifestando piena sintonia alle posizioni dell’assessore competente Paolo Perfigli, sono l’inderogabile necessità di realizzare un’opera strutturale che scongiuri il rischio di piene cinquantennali, e che non può essere sostituita da interventi come la pulizia dell’alveo a monte, come chiedeva la mozione di Maggi, e il rischio di perdere il finanziamento.
“Anzi – ha sottolineato Perfigli nel suo intervento – se facciamo quest’opera, che è solo una parte del piano di bacino complessivo, e infatti non a caso viene denominata ‘primo stralcio primo lotto’, ci mostriamo credibili per poter ottenere un domani dagli enti superiori altri finanziamenti per realizzare altre parti del piano di bacino. Se invece non la realizziamo, oltre a perdere i 9 milioni, ci troveremmo probabilmente senza alcuna risorsa per fare le opere alternative desiderate dall’opposizione”.

La cosiddetta ‘diga’ è prevista nel tratto terminale del fiume, che scorre tra Chiavari e Lavagna, in sponda sinistra tra il ponte della Maddalena e la foce, per ridurre il rischio di allagamenti e di alluvioni. Alcuni cittadini, le cui istanze sono state rappresentate in consiglio provinciale dalla mozione presentata da Maggi insieme ai colleghi Barsotti, Oliveri, Rotunno, Vaccarezza, Bianchini e Farina, contestano l’impatto ambientale dell’opera, con i suoi imponenti argini.

La linea che il consiglio ha approvato è quella del’odg di mediazione presentato nella scorsa seduta
dalla consigliera del Pd Sonia Zarino, prima firmataria, e dagli altri consiglieri di maggioranza, e che era stato approvato con 17 sì (maggioranza) e 6 astensioni (minoranza, il verde Spanò è uscito dall’aula al momento del voto), che ha sintetizzato l’esigenza di realizzare l’opera con quella di ascoltare il territorio al fine di
mitigarne l’impatto, impegnando la giunta a portare avanti il progetto “prendendo in attenta considerazione le opportune e corrette osservazioni e proposte, ricercando soluzioni condivise”, purché coerenti con le leggi e i parametri vigenti, specificamente quelli relativi alle particolari caratteristiche del bacino dell’Entella.

E’ stato invece bocciato (19 contrari, 8 favorevoli), al pari della mozione di Maggi, anche un secondo ordine del giorno, presentato oggi dal consigliere della Lista Biasotti Massimo Pernigotti, che chiedeva una moratoria di 4 mesi all’attuazione del progetto della Provincia, e sollecitava un intervento di scavo del letto del fiume, che oggi è poco profondo a differenza di un tempo.